Lanciano. Rapina ai coniugi Martelli: fissato processo d'appello a L'Aquila

Fissato il processo d’ Appello per il cruento  assalto nella villa di Lanciano (Ch) dei coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan, alla quale venne reciso, con una roncola di 12 centimetri, il padiglione auricolare destro. 

Rapina, con sequestro dei padroni di casa e con botte e violenza inaduta, commessa dalla gang di sei romeni la notte del 23 settembre 2018. Dopo il primo grado a Lanciano, con 65 anni di reclusione totali inflitti, con rito abbreviato, dal gip Giovanni Nappi (il procuratore capo Mirvana Di Serio ne chiese 86) la Corte d’ Appello dell’Aquila ha fissato il secondo grado di giudizio al 24 settembre. Puntano ad ottenere sostanziosi sconti di pena imputati e collegio difensivo, gli avvocati Rocco Ciotti, Alessandra Acciaro, Andrea D’Alessandro, Nicola e Paolo Sisti, Roberto Crognale, Massimiano Bravin e Vincenzo Menicucci.

Lo scorso 8 ottobre le condanne furono di 15 anni e 4 mesi per Alexandru Bogdan Colteanu chiamato in correità e ritenuto la violenta bestia e carogna che avrebbe per mutilato la Bazzan; per Marius Adrian Martin, capo banda e ronda esterna, 11 anni e 4 mesi; per Aurel Ruset e Costantin Turlica 10 anni a testa; per Ion Turlica 9 anni e 4 mesi; 8 anni per Bogdan Ghiviziu, palo e autista. Le accuse sono rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di arma. Infine 10 mesi per Gheorghe Jacota, unico libero, settimo arrestato accusato solo di favoreggiamento nella fuga di Ghiviziu che è ai domiciliari col braccialetto elettronico. Gli altri sono in carcere a Pescara, Avellino, Campobasso, Larino, Frosinone.

Banda di ladri e rapinatori schiantata dalle indagini di carabinieri e polizia, annientati dai video e risultanze scientifiche e biologiche su impronte, dna, saliva e tracce di sangue. Colteanu dichiarò: “Mai entrato in villa. Ho l’alibi, ero all’albergo Alba”. Ai Martelli furono rubati 1.900 euro al bancomat, oro e tre orologi. Un Breitling l’aveva al polso Colteanu arrestato a Casal di Principe (Caserta). Un altro l’indossava un Turlica in carcere.

“Non li voglio vedere e non sarò al processo, ma confido in una giustizia d’Appello coraggiosa come a Lanciano – dice il dottor Martelli -. Non voglio vendetta, ma io non ho graziato nessuno. D’altronde ci sono evidenze probatorie acclarate. Io mia moglie patiamo ancora grossi problemi. Io ho il collo bloccato e dolorose fratture al volto e cicatrici in bocca. Ferite e paure ci fanno ricordare sempre l’accaduto. Ci ha cambiato totalmente la vita. Il terrore resta e ogni notte controllo tutte le serrature. Spesso sono le vittime a subire la punizione più grande”.

Walter Berghella

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