Coronavirus. In Abruzzo 509 contagi. A Pescara chiuse tutte le scuole. Proteste per le file alle Poste

Continuano a peggiorare i numeri dell'emergenza Covid-19 in Abruzzo. Sono 509 i casi accertati nelle ultime ore.Il più giovane ha 2 anni e il più anziano 90. Si tratta, dopo quello di giovedì, del dato più alto dalla fine di novembre a oggi.

Sono emersi dall'analisi di 4.967 tamponi molecolari: è risultato positivo il 10,25% dei campioni analizzati. In aumento i ricoveri, che passano dai 501 di ieri ai 510 di oggi, con le terapie intensive che tornano ai valori della metà di dicembre. 

In aumento gli attualmente positivi, 326 in più, per un totale di 10.552: 461 pazienti sono ricoverati in ospedale in area medica (+8) e 49 sono in terapia intensiva (+1). Gli altri 10.042 sono in isolamento domiciliare (+317). I guariti delle ultime ore sono 178, per un totale di 32.918. 

Intanto il sindaco di Pescara, Carlo Masci, ha firmato un'ordinanza che prevede la sospensione della didattica in presenza in tutte le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado della città, dall'8 al 16 febbraio. All'origine del provvedimento, spiega il vicesindaco e assessore alla Pubblica istruzione, Gianni Santilli, ci sono il rapido aumento dei contagi e, soprattutto, gli ultimi dati forniti dalla Asl, "non fanno presagire nulla di buono", dato che parlano di "ulteriori contagi di alunni che frequentano le primarie e secondarie". Il provvedimento impone la sospensione di tutte le attività didattiche in presenza per far eseguire "alle istituzioni scolastiche una sanificazione straordinaria di tutti i plessi". 

Per le scuole superiori era già prevista la chiusura, dall'8 febbraio, con didattica a distanza al 100%, in tutto l'Abruzzo, per effetto di un'ordinanza del presidente della Regione, Marco Marsilio. Provvedimento con cui il governatore ha tra l'altro posto in "zona rossa", fino al 13 febbraio, i comuni di Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria, dove oggi c'è stata anche una vittima da coronavirus, un 87enne.

E ci sono proteste da parte dagli utenti di numerosi uffici postali della regione, perché obbligati a stare in fila all'esterno per ore, anche sotto la pioggia, senza poter utilizzare un bagno e sottoposti spesso, ad un alto rischio di assembramento. A lanciare l'allarme le organizzazioni dei consumatori Acu, con Luigi Di Corcia; Arco Consumatori, con Franco Venni; Contribuenti Abruzzo, con Donato Fioriti, e Guardia Civica, con Claudio Lattocco.

"Nonostante l'esigenza sia stata sollevata da anni - spiegano in una nota congiunta -, affinché gli uffici di Poste italiane fossero dotati di adeguate sedute e di servizi igienici utilizzabili dalla clientela, le risposte, finora sono state del tutto evasive. Pertanto, sulla scorta delle lamentele ricevute abbiamo deciso di chiedere un tavolo di confronto costruttivo. Allestire servizi igienici all'interno o all'esterno degli uffici postali; eliminare, o ridurre fortemente, le code per accedere agli sportelli; fornire ai dipendenti una dotazione adeguata di mascherine FP2 e non semplicemente chirurgiche, tali da garantirne la massima sicurezza". La situazione peggiora se si tiene conto che, con la pandemia, Poste italiane, ha chiuso molti piccoli uffici, che smaltivano lavoro e pratiche, obbligando così gli utenti ad attese interminabili. 06 feb. 2021

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