In Abruzzo saranno due società a gestire l’acqua

Le Commissioni “Bilancio, Affari generali e istituzionali” e “Territorio, Ambiente e Infrastrutture” della Regione Abruzzo, durante la seduta congiunta di questo pomeriggio, mercoledì 05 agosto, hanno approvato la suddivisione dell’ambito territoriale unico regionale (Atur) in sub-ambiti territoriali, sullo studio di fattibilità elaborato da Ente Regionale Servizio Idrico (Ersi).

I gruppi di opposizione del Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Abruzzo Insieme, hanno lasciato l’aula senza partecipare al voto, al contrario i gruppi di centrodestra e i consiglieri Enio Pavone (Azione) e Alessio Monaco (Alleanza Verdi Sinistra) sono rimasti esprimendo parere favorevole alla suddivisione. Toccherà ora alla Giunta regionale, visto il parere dei Commissari e acquisito lo studio di Ersi, assumere la decisione finale sul futuro della gestione dell’acqua in regione.

Detto questo l'acqua rimarrà interamente pubblica, gestita tramite società in house (organismi societari di proprietà pubblica che operano tramite affidamento diretto, senza l'obbligo di svolgere gare d'appalto) partecipate dai Comuni. La nuova suddivisione dei gestori (Aca, Ruzzo Reti, Gran Sasso Acqua, Cam, Saca e Sasi) sarà quindi raggruppata in due macro-strutture: il sub-ambito “Gran Sasso” che accorpa i gestori GSA (Gran Sasso Acqua), Cam e Ruzzo Reti, insieme ai Comuni della Valle Subequana. Servirà un bacino di 118 municipi e circa 470.200 abitanti. Mentre il sub-ambito “Majella-Morrone” unirà le società Aca, Saca e Sasi, coprendo una rete più estesa di 181 Comuni per oltre 832.000 utenti complessivi.

Gli obbiettivi, secondo il Consiglio Regionale d’Abruzzo, sarebbero quelli di: evitare uno stallo burocratico generato dall’accorpamento improvviso di tutti gli enti in un solo grande ente, ridurre gli sprechi e le perdite d’acqua attraverso un controllo maggioritario oltre a un’interconnessione tra le reti idriche in modo scambiare risorse idriche regionali tra i vari enti in base al bisogno.

“Alla luce delle valutazioni tecniche, economiche e giuridiche contenute nel presente studio – così in una nota della relazione tecnica di ERSI - tenuto conto della normativa regionale che promuove prioritariamente l'affidamento in house anche mediante forme di collaborazione consortile tra gli attuali gestori, considerati i tempi ristretti per l'affidamento e la complessità di realizzare un gestore unico sull'intero territorio regionale integrando i sei gestori esistenti”. 05 ago. 2026

MARIANO PELLICCIARO

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