
Il velodromo “Alessandro Fantini” riapre i cancelli e si prepara a tornare il cuore pulsante del ciclismo frentano.
Attraverso un patto di collaborazione condivisa tra il Comune di Lanciano e l’Associazione Sportiva Dilettantistica “Moreno Di Biase”, la storica struttura di via Belvedere esce da un lungo periodo di inutilizzo per trasformarsi in un polo moderno di aggregazione e sport.
L’accordo, siglato ufficialmente lo scorso novembre e accolto con grande favore dall'assessore all’Urbanistica e Patrimonio, Graziella Di Campli, rappresenta un modello virtuoso di gestione del bene comune. La gestione è stata affidata per nove anni all'associazione Di Biase, con l'obiettivo di rigenerare un patrimonio che per troppo tempo è rimasto ai margini della vita cittadina.
Secondo l'assessore Di Campli, lo scopo primario di questa operazione è proprio la cura e la rivalutazione degli immobili urbani attraverso una partecipazione attiva che unisca le forze dell'amministrazione e quelle dei cittadini.
Il cuore del progetto risiede nella creazione di un ambiente protetto per le nuove generazioni. L’Associazione si farà carico della custodia e della manutenzione della struttura, trasformandola nel quartier generale della propria scuola di ciclismo. Qui i bambini tesserati potranno allenarsi in totale sicurezza, lontano dai pericoli del traffico stradale. Oltre all'aspetto agonistico, il patto sottolinea una forte vocazione sociale, prevedendo attività inclusive realizzate con mezzi speciali, per permettere a tutti di vivere l'esperienza della pista.
Dal canto suo, il Comune garantirà il pieno supporto all'iniziativa non solo concedendo l’uso gratuito del velodromo, ma impegnandosi direttamente nella manutenzione delle parti più ammalorate e nella promozione delle attività. L'ente provvederà inoltre alle coperture assicurative per i volontari, assicurando che ogni attività si svolga nel pieno rispetto delle normative vigenti.
Il rilancio del “Fantini” segna un passo importante per il decoro urbano e per il futuro dello sport locale, restituendo alla città uno spazio identitario finalmente sottratto all'abbandono. 16 genn. 2026
URANIO UCCI
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