Stellantis, confronto a Roma. 'Atessa pilastro del gruppo, ma servono garanzie. E su Termoli solo incertezze'

Confronto nazionale con i vertici europei di Stellantis oggi a Roma. E, a seguire, i sindacati metalmeccanici sono tornati a mettere al centro la tenuta complessiva dell’automotive italiano, con particolare attenzione ai siti produttivi di Atessa (Ch) e Termoli (Cb), considerati snodi decisivi della transizione industriale in corso.

Per la Uilm Abruzzo "la riconferma della centralità dello stabilimento ddi Atessa nei piani Stellantis e il nuovo modello che andrà in produzione dal 2029 rappresentano una certezza”, come rimarca il coordinatore regionale Nicola Manzi, sottolineando come nel 2025 “il 43,71% della produzione di Stellantis in Italia sia stata realizzata in Val di Sangro".

Manzi evidenzia come la fabbrica abruzzese si confermi strategica: “Con la crisi del mercato europeo dell’auto, la ex Sevel è fondamentale”, rimarca e richiama la necessità di consolidare volumi e prospettive nel medio periodo.

Sul fronte Fim Cisl, Amedeo Nanni, segretario Abruzzo Molise, dichiara:  "Stellantis ha confermato per Atessa gli investimenti destinati alla realizzazione dei veicoli commerciali elettrici (e-van), una scelta importante che riconosce il valore strategico dello stabilimento abruzzese e delle professionalità che in questi anni hanno contribuito a renderlo uno dei principali poli Ue del settore.
Questo elemento positivo, tuttavia, non può nascondere le preoccupazioni che continuano a gravare sul futuro del sito. Sul comparto dei veicoli commerciali leggeri l’azienda mantiene una posizione attendista, aspettando un quadro normativo più favorevole. Una condizione che rischia di scaricare sui lavoratori e sui territori il prezzo delle incertezze del mercato e delle scelte industriali.
Atessa non può permettersi una riduzione dei volumi produttivi né un progressivo indebolimento della propria centralità. Per questo chiediamo a Stellantis, al Governo e all’Unione Europea di assumersi precise responsabilità per sostenere il settore dei veicoli commerciali e garantire prospettive produttive e occupazionali stabili".

A livello nazionale, la Uilm insiste sulla necessità di un completamento del piano industriale del gruppo. “Apprezziamo l’evidente sforzo di Stellantis di rilanciare la produzione anche in Italia, ma sottolineiamo la necessità di completare il piano industriale con garanzie per tutti gli stabilimenti”, affermano il segretario generale Davide Sperti e il responsabile nazionale auto Gianluca Ficco.

Nel dettaglio, la Uilm indica Cassino come prima emergenza industriale, ma soprattutto punta l’attenzione su Termoli. “Per Termoli, a nostro avviso, dovrebbe essere il punto di riferimento di un rilancio dei motori italiani per vetture ibride”, spiegano Sperti e Ficco, sottolineando come il venir meno del progetto gigafactory renda necessario un nuovo indirizzo produttivo.

“Accogliamo con sollievo l’arrivo del cambio EDCT, ma chiediamo una azione di rilancio incentrata sui motori per vetture ibride”, aggiungono, evidenziando anche il rischio di ricadute sull’indotto e la necessità di un intervento pubblico: “Chiediamo al Governo il ripristino del fondo automotive per sostenere la filiera”.

Anche per Fim punto deolente è la questione Termoli. “Serve una scelta chiara e definitiva: non può restare in una condizione di incertezza strategica”, sottolinea il sindacato, che chiede di trasformare il sito in un polo stabile per la componentistica motoristica. 15 giu. 2026

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