Coronavirus. Centri estetici chiusi in zona rossa... Il Tar annulla Dpcm

E' nullo il Dpcm del 14 gennaio scorso, dell'allora premier Giuseppe Conte, in tema di misure di contrasto all'epidemia da Covid-19, nella parte in cui esclude gli 'estetisti' dai 'servizi alla persona' erogabili in "zona rossa".

Lo ha deciso il Tar del Lazio accogliendo in parte il ricorso proposto da Confestetica che contestava tutti i Dpcm nelle parti in cui non annoverano, tra i 'Servizi per la persona' erogabili nelle 'zone rosse' i centri estetici. I giudici hanno ritenuto che "le attività di estetista e di parrucchiere, nell'ambito dei 'servizi alla persona', siano (e siano state ritenute) del tutto equiparabili" non trascurando che le due attività sono ricomprese nello stesso codice Ateco.

I giudici sollevano vizi di discrezionalità che permangono "pur in presenza della applicazione del principio di precauzione": "pur essendo innegabile che tutte le misure restrittive imposte per fronteggiare l'emergenza sanitaria in corso siano ispirate al principio di precauzione, nel caso di specie la discriminazione fra le attività dei parrucchieri/barbieri e dei centri estetici non risulta supportata da una base istruttoria o da evidenze scientifiche".

Si tratta di attività - si fa ancora presente - che vengono effettuate "in ambienti generalmente singoli e separati (cabine) e le prestazioni tipiche comprendono già misure di prevenzione del rischio da agenti biologici alle quali ci si deve attenere rigorosamente nello svolgimento della normale attività professionale".  16 feb. 2021

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