
Il concerto di Gianna Nannini, andato in scena ieri sera all’Ippodromo Villa delle Rose di Lanciano (Ch), si è trasformato da atteso appuntamento musicale a scia di polemiche. Sul piano artistico, nulla da eccepire: voce strepitosa, presenza scenica energica, grinta da vendere. A 71 anni, Nannini ha confermato di essere ancora un’icona del rock italiano, capace di dominare il palco. Anche il tutore nero al braccio è apparso come un elemento di stile, più che una necessità.
Ma ciò che avrebbe dovuto essere una festa della musica si è trasformato, per molti, in un’esperienza deludente a causa di una gestione discutibile. L’organizzazione è finita nel mirino delle critiche per aver creato, di fatto, una netta distinzione tra fan, frutto di una scelta strutturale poco adatta a un concerto rock. In molti avevano acquistato i biglietti con largo anticipo, anche cinque mesi prima, nella speranza di vivere un’esperienza ravvicinata con la propria artista del cuore. Si aspettavano di godere dello spettacolo dalle prime file, ma si sono ritrovati ostacolati da un pubblico che, pochi minuti dopo l’inizio del concerto, ha abbandonato i posti numerati, quelli indietro, per riversarsi sotto il palco. Risultato: chi era in seconda fila non ha visto nulla, perché davanti aveva un muro di gente, mentre altri, con biglietti più economici o acquistati all’ultimo momento, hanno occupato le posizioni migliori. E giù polemiche e dissensi. Ad un certo punto sono stati allertati anche polizia e carabinieri.
Ma la delusione più grande è arrivata per chi vive una condizione di disabilità. Pasquale Di Vito, spettatore costretto su una carrozzina, racconta con amarezza la disavventura: richiesta inviata mesi prima, documentazione completa, biglietto pagato 50 euro per una posizione garantita in seconda fila. Tutto inutile. Nessuna transenna, nessuno spazio riservato, nessun supporto. “Uno schifo – afferma –: ho fatto tutto quello che dovevo, ho chiesto con largo anticipo, ho presentato certificati, e poi ci trattano così. Non si è vista nemmeno un’ombra di rispetto. Se mi avessero detto che era un concerto in piedi, lo avrei accettato, ma vendermi una seconda fila per poi trovarmi coperto da chi si è piazzato davanti è stato assurdo. E' mancata correttezza".
E la sua voce si unisce a quella di molti. Anche Tatiana Tullio, vicepresidente di un Inter Club, che aveva acquistato un biglietto in seconda fila al prezzo di 85 euro, dichiara di non aver potuto godere del concerto: “Dopo l’inizio si sono tutti riversati sotto il palco, noi delle prime file non abbiamo più visto nulla. L’organizzazione è rimasta a guardare, la security non è intervenuta. E' inaccettabile”. A rendere tutto più grave, il fatto che nessuno avesse avvisato il pubblico in anticipo delle modalità effettive dello show. In altri contesti, nei grandi eventi rock, è noto che il pubblico sta in piedi, che si canta, si balla. E proprio per questo si usano stadi, piazze, aree attrezzate dove ognuno può scegliere: chi vuole divertirsi va sotto il palco, chi preferisce un posto tranquillo opta per le tribune o si siede sul prato. Ma a Lanciano, no. Ci si è affidati a una formula ibrida, con sedie numerate che forse non avevano senso per un concerto così, senza prevedere né aree protette né distinzioni funzionali. Il risultato? Un caos gestito con superficialità.
C'è chi ha annunciato richiesta di rimborso, ma non ci sarà alcun rimborso. Lo spettacolo della Nannini doveva essere una festa, e lo è stato solo a metà. Come dire, bello e impossibile... 07 ago. 2025
LINDA CARAVAGGIO
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Foto URANIO UCCI