
Ergastolo per Cosimo “Mimmo” Nobile e Natale Ursino. Assoluzione piena per Maurizio Longo. E' la sentenza pronunciata oggi, appena dopo le 19.30, dalla Corte d’Assise di Chieti per l’omicidio di Walter Albi, architetto 66enne ucciso a colpi di pistola il primo agosto 2022 in un bar affacciato sulla strada Parco di Pescara.
Il verdetto è arrivato poco dopo le 19.30 di oggi, al termine di una lunga camera di consiglio. La pubblica accusa aveva chiesto il massimo della pena per tutti e tre gli imputati, ritenendoli responsabili – a vario titolo – dell’agguato mortale. Secondo la ricostruzione dell'accusa, Nobile sarebbe stato il killer materiale, Ursino il mandante, mentre Longo avrebbe avuto un ruolo di supporto nell’organizzazione, da fiancheggiatore. Ma per quest’ultimo i giudici hanno ritenuto non provata la responsabilità penale.
I fatti risalgono a un tardo pomeriggio d’estate. Intorno alle 19 (VIDEO) , un uomo con la testa coperta da un casco da motociclista fece irruzione nel bar affollato, esplodendo diversi colpi di pistola contro Albi, seduto a un tavolino con l’amico Luca Cavallito, ex calciatore. Albi morì sul colpo, raggiunto da sei colpi. Cavallito fu colpito tre volte – anche alla testa – ma sopravvisse miracolosamente. (VIDEO)
L’omicidio destò forte impressione per la sua efferatezza e per la spietatezza con cui venne eseguito in pieno giorno, in un luogo pubblico, tra famiglie e bambini. Le indagini, coordinate dalla Procura e affidate alla squadra mobile di Pescara, portarono rapidamente a individuare una rete di legami tra i tre imputati, con una presunta motivazione riconducibile a dissidi personali e interessi economici.
Durante il dibattimento, durato mesi, l’accusa ha sostenuto di aver raccolto prove "oltre ogni ragionevole dubbio", attraverso intercettazioni ambientali, testimonianze e riscontri investigativi. Le difese hanno respinto ogni addebito, parlando di un impianto accusatorio basato su presunzioni e suggestioni.
La sentenza segna ora un punto fermo, almeno in primo grado. I legali di Nobile e Ursino hanno già annunciato il ricorso in appello. Soddisfazione contenuta tra i familiari della vittima, presenti in aula al momento della lettura del dispositivo: “Non c’è niente che possa restituirci nostro padre, ma almeno oggi abbiamo avuto giustizia”, ha commentato uno dei figli di Walter Albi.
Nessuna dichiarazione ufficiale da parte di Luca Cavallito, ancora provato dalle conseguenze dell’attentato, ma il suo avvocato ha fatto sapere che “l’esito del processo rappresenta un passaggio importante, che conferma la fondatezza delle indagini e il lavoro della Procura”. 24 lug. 2025
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