Morto in Nepal. Quelle parole di Paolo Cocco: 'A volte si raggiunge la vetta, a volte qualcosa non ce lo permette'
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"A volte si raggiunge la vetta, a volte qualcuno o qualcosa non ci permette di raggiungerla. Il viaggio che fai, i luoghi che frequenti, le persone che incontri, però, sono le cose che ti danno insegnamenti, che ti fanno migliorare, che ti fanno crescere. Godiamo del viaggio, non c'è altro che conta!".

Così ha scritto sul suo profilo Instagram, il fotografo, grafico e tecnico informatico Paolo Cocco, 41 anni, di Fara San Martino (Ch), trovato, oggi, morto in Nepal, dove era giunto per una spedizione con altri alpinisti.

Era senza vita tra i ghiacci e le nevi del Dolma Khang, la montagna di 6.300 metri al confine settentrionale del Paese himalayano, dove era impegnato in un tentativo di scalata insieme al biologo teramano Marco Di Marcello, 37 anni, e alla guida altoatesina Markus Kirchler, che risultano ancora dispersi. Erano partiti lo scorso 24 ottobre. 

Una spedizione ambiziosa, preparata con entusiasmo e determinazione, che si è però trasformata in dramma dopo la valanga che ha travolto il gruppo.

Alla vigilia Cocco scrisse: "La trepidazione cresce, ogni pensiero è già lassù. Tra poco si vola verso il Nepal, verso la valle della Rolwaling, per tentare il Dolma Khang (6.332 metri). E' un viaggio di incontri, di immagini, di montagne, di persone. Un cammino di condivisione, sotto lo stesso cielo, dove ogni sguardo, ogni gesto, ci ricorda quanto siamo vicini, anche da mondi lontani. Grazie a chi ci sostiene, a chi crede nel valore di questo cammino".

Frasi, le sue, che racchiudono il senso dei suoi viaggi e della voglia di scalare vette e cimentarsi in nuove sfide e che ora suonano come un presagio e come un testamento spirituale. Riflettono lo spirito di un uomo che faceva dell’avventura e della curiosità il motore della propria vita, sempre alla ricerca di nuove esperienze e orizzonti. "Ma era sempre prudente e razionale, non un impavido", precisa ad Abruzzolive.tv il sindaco di Fara San Martino, Antonio Tavani -. Per me era come il fratello piccolo. Era partito con la gioia. Lo ricorderemo per la sua umiltà, la creatività, la voglia di fare e di vivere con intensità".

Il dolore del paese della vittima è affidato anche ai social, in particolare a Facebook: "Non ci saranno mai abbastanza lacrime per piangere una persona bella come Paolo - si legge in un post -. Qualsiasi cosa si mettesse in mente di fare, la svolgeva con la generosità e le capacità che tutti gli abbiamo sempre riconosciuto. Paolo era uno spirito libero a disposizione di tutti, che spesso per gli altri si privava proprio della sua libertà, Paolo era una persona per i grandi progetti, ma svolti con la dedizione e l'umiltà degli uomini valorosi. Aveva promesso a Fara San Martino che sarebbe tornato, noi sapevamo che sarebbe comunque ripartito, ma aspettare quel dolce sorriso era una cosa che avevamo imparato a fare, in piazza, in azienda, a casa, nel suo campetto di basket alla villa comunale. Paolo ora è più vicino alle stelle, quelle che voleva avvicinare con le sue spedizioni da "sognatore". E' ora di sederti e riposare, ti sei arrampicato fin lassù. Ciao Paolo, Fara San Martino ti abbraccia". 04 nov. 2025

SERENA GIANNICO

@RIPRODUZIONE VIETATA

Nelle foto Paolo Cocco. In una è insieme a Marco Di Marcello

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