
Il giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Chieti, Maurizio Sacco, ha disposto il rinvio a giudizio del direttore del Parco nazionale della Maiella, Luciano Di Martino.
E' accusato di omicidio colposo plurimo per la morte dei vigili del fuoco Emanuele Capone e Nico Civitella, entrambi di 42 anni, deceduti il 30 aprile 2025 nella forra del fiume Avello, dove stavano facendo torrentismo, a Pennapiedimonte (Ch).
Furono inghiottiti dall'acqua: si salvarono invece altri due colleghi. I corpi delle vittime furono recuperati dopo settanta ore.
Il processo inizierà il 23 settembre davanti al Tribunale di Chieti.
Secondo il pm, Giancarlo Ciani, che ha coordinato le indagini dei carabinieri forestali, la tragedia non sarebbe stata soltanto il risultato dell'eccezionale portata delle acque, ma anche della presunta mancanza di un'adeguata gestione della sicurezza dell'area.
La Procura contesta all'imputato di non aver predisposto una segnaletica chiara e inequivocabile che vietasse l'accesso alla forra o ne evidenziasse i gravi pericoli. Inoltre, secondo gli inquirenti, non sarebbero stati rimossi cartelli artigianali che indicavano il percorso come praticabile, inducendo a ritenere che l'accesso fosse consentito.
L'accusa sostiene che, essendo nota da tempo la frequentazione della forra per "attività di canyoning, pubblicizzata anche sui canali internet", e di torrentismo, sarebbe stato necessario installare cartelli specifici di pericolo e di divieto, chiudere l'ingresso all'area e allertare efficacemente eventuali escursionisti. Di diverso avviso la difesa del direttore del Parco, che respinge le contestazioni sostenendo che la ricostruzione della Procura non corrisponda alla reale situazione dei luoghi. Si sono costituiti parte civile i familiari delle vittime.
L'avvocato Silvana Vassalli, legale di parte civile, dice ad Abruzzolive.tv: "Abbiamo chiesto che vengano approfonditi ulteriormente i fatti e di ampliare lo spettro delle indagini per verificare l'eventuale coinvolgimento di altri soggetti che possano aver avuto responsabilità nella gestione dell'area e nella mancata adozione delle necessarie misure di sicurezza". 21 lug. 2026
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