Maxi operazione antidroga a Pescara: 12 misure cautelari contro due organizzazioni criminali

Hanno tentato di uccidere un agente della Squadra Mobile di Pescara per sfuggire a un controllo con oltre 120 chili di hashish a bordo. In un altro caso, hanno lanciato bombe carta dentro le abitazioni dei debitori. È solo la punta dell’iceberg dell’operazione "End to end", maxi indagine antimafia che questa mattina ha portato all’esecuzione di 12 misure cautelari nei confronti di affiliati a due pericolose organizzazioni criminali attive tra Abruzzo, Lazio e Puglia.

Coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila e condotta dalla Squadra Mobile di Pescara, l’indagine ha ricostruito l’intera filiera di un traffico di droga miliardario, alimentato da violenze, minacce e un’organizzazione logistica degna di un’azienda criminale.

Droga “brandizzata” come merendine e truffe tra gang

Per fidelizzare i clienti e rendere meno riconoscibile la droga ai controlli, confezionavano i panetti in modo da imitare barrette di cioccolato e snack noti. In un’altra occasione, non hanno esitato a truffare una gang concorrente: un corriere ha ricevuto come pagamento per una grossa partita di stupefacente un pacco apparentemente pieno di contanti, ma in realtà contenente carta straccia, con solo uno strato superficiale di vere banconote.

Una criminalità organizzata spregiudicata, capace di pianificare ogni dettaglio, compresa la corruzione di agenti penitenziari per introdurre droga e telefoni in carcere, dove era detenuto un affiliato poi morto in una rissa a colpi di machete.

Violenze, estorsioni e giovanissimi corrieri

Le due organizzazioni smantellate non solo trafficavano droga, ma imponevano la propria egemonia sul territorio tramite estorsioni, spedizioni punitive e pestaggi, spesso coinvolgendo anche amici e familiari delle vittime. Utilizzavano corrieri giovanissimi, incensurati e insospettabili, reclutati con promesse di compensi elevati, e cambiavano continuamente auto, sempre a noleggio, per eludere i controlli.

Durante l’attività investigativa, durata circa un anno e avviata nel novembre 2023, gli agenti hanno sequestrato 266 kg di hashish, 9 kg di marijuana e 3,5 kg di cocaina. Quantitativi senza precedenti per il territorio abruzzese.

Il sequestro record a Pianella e l’omicidio del minore

Particolarmente significativo il sequestro di 132 kg tra hashish e marijuana a Pianella, in provincia di Pescara. Un’operazione avvenuta poche settimane dopo l’omicidio efferato del minorenne pescarese Christopher Thomas Luciani, maturato in un contesto legato al consumo di droghe “leggere” tra adolescenti. Un episodio che ha acceso i riflettori su un mercato criminale sempre più radicato e pervasivo.

Organizzazioni con gerarchie e logistica capillare

L’inchiesta ha svelato l’esistenza di due gruppi criminali distinti ma strutturati, con basi logistiche e depositi tra Lazio e Abruzzo. Entrambe le associazioni disponevano di notevoli risorse economiche, operavano su larga scala e gestivano approvvigionamenti di droga con meccanismi consolidati. Le comunicazioni avvenivano esclusivamente tramite telefoni criptati, impossibili da intercettare o decodificare anche dopo il sequestro.

Un sistema costruito con gerarchie rigide, suddivisione dei ruoli e capacità di attrarre nuovi membri grazie a prezzi vantaggiosi e prospettive di guadagno. Gli investigatori parlano di un vero e proprio “modello d’impresa criminale”, basato su affidabilità, efficienza e intimidazione.

Patrimonio illecito da 1,36 milioni 

Il volume d’affari gestito dalle due gang era tale da permettere continui investimenti in beni mobili e immobili. La Direzione Distrettuale Antimafia ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo di beni per oltre 1.360.000 euro, tra cui denaro contante, conti correnti, preziosi, veicoli e immobili.

L’operazione ha coinvolto anche le Squadre Mobili di Roma, Teramo, Latina, L’Aquila, Frosinone e Foggia, coordinate dal Servizio Centrale Operativo, oltre ai Reparti Prevenzione Crimine di Abruzzo, Lazio e Puglia Settentrionale. Un’azione corale, definita dagli inquirenti “un colpo durissimo” all’infrastruttura logistica e operativa di due delle più attive consorterie criminali del Centro Italia.  01 ago. 2025

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