Assolto e scarcerato in Papua Nuova Guinea il velista pescarese Carlo D'Attanasio. E' gravemente malato
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Carlo D’Attanasio, il velista di Pescara detenuto in Papua Nuova Guinea per traffico internazionale di stupefacenti, “è stato liberato dopo essere stato assolto”. A comunicarlo, oggi, nel corso di un punto stampa alla Farnesina, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha parlato di una “bella notizia” per l’Italia e per il cittadino abruzzese incarcerato in condizioni drammatiche.

D’Attanasio, 62 anni, era stato arrestato nel marzo 2020 in Papua Nuova Guinea, dove si trovava per una tappa del giro del mondo in barca a vela che stava compiendo in solitaria. L’accusa di narcotraffico internazionale era scattata dopo il ritrovamento di un aereo precipitato, con a bordo 611 chili di cocaina, suddivisi in 28 borsoni. Secondo le autorità locali, quello stupefacente – per un valore stimato di oltre 46 milioni di euro – sarebbe stato invece in possesso dello skipper italiano.

Dopo un lungo processo, il 30 dicembre 2023 D’Attanasio era stato condannato a 19 anni di carcere, nonostante si fosse sempre professato innocente.

"Il 30 luglio scorso, lui è stato assolto dalla Suprema Corte di Giustizia della Papua Nuova Guinea. Finisce un incubo durato cinque anni”. Lo dice ad Abruzzolive.tv il suo difensore, l’avvocato Mario Antinucci di Roma. "La Corte Suprema - prosegue - ha assolto D’Attanasio da ogni accusa e ne ha ordinato l'immediata liberazione. La decisione pone fine a una vicenda giudiziaria durissima, aggravate dalla detenzione in un contesto lontano e difficile".

D’Attanasio versa in gravissime condizioni di salute a livello oncologico, come spiega l’avvocato: "E' affetto da un tumore al colon al quarto stadio con metastasi progressive. Le sue condizioni sono critiche. La liberazione non può certo migliorare il quadro clinico, ma almeno consente ora di pianificare un rientro in Italia dove potrà essere seguito adeguatamente dal punto di vista sanitario".

Secondo quanto riferito, il ritorno nel nostro Paese non sarà immediato: "Ci vorranno almeno dieci giorni per il disbrigo delle formalità burocratiche", afferma Antinucci, precisando che sono in corso interlocuzioni per organizzare il volo di rientro da Port Moresby, via Singapore, con il supporto delle autorità consolari. "Siamo pronti ad andare a Singapore ad attenderlo".

Antinucci non nasconde la propria emozione: “Le parole che mi ha rivolto Carlo dopo la sentenza mi hanno profondamente commosso. Si è detto felice e soddisfatto nell’animo: un’assoluzione non guarisce, ma restituisce dignità. E' una pagina che segna anche un pezzo di storia della difesa dei diritti umani nelle controversie internazionali. Un caso nel quale sono state violate le fondamentali regole del giusto processo di un cittadino italiano condannato in assenza di prove e ristretto in carcere per anni".

 rendere la vicenda ancora più emblematica, il clima politico che l’ha circondata: “Appena due settimane fa, il vice primo ministro si era espresso pubblicamente contro D’Attanasio. Eppure la Corte ha saputo distinguere il vero dal falso, ribadendo un principio garantista in una decisione che, per quanto inattesa, si è rivelata limpida e coraggiosa".

Ora l’attenzione si sposta sul rientro: "Carlo deve tornare in Italia il prima possibile e ricevere l’assistenza medica necessaria", ribadisce Antinucci, sottolineando l’urgenza sanitaria. "Intanto, si chiude uno dei casi internazionali più delicati degli ultimi anni, in cui diplomazia, giustizia e diritti fondamentali si sono intrecciati in un lungo e doloroso percorso".  31 lug. 2025

SERENA GIANNICO

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