
In principio ci furono baci, dolcezze ed effusioni poi botte giornaliere e finanche bottiglia di vino e sedia sulla testa, con ferite. Una storia d’amore che si è disgregata dopo essere nata con una conoscenza fatta su Facebook.
Pian piano il sentimento si è affievolito lasciando spazio alla violenza, con l’uomo che ha iniziato a maltrattare la compagna e lo ha fatto per qauttro anni. Sulla vicenda il pm Miriana Greco ha prima attivato il codice rosso poi chiesto il rinvio a giudizio per lui. Nel frattempo la vittima è stata allontanata da casa e ospitata in un centro di Lanciano per essere adeguatamente protetta. I protagonisti hanno convissuto in un comune del Sangro- Aventino.
L’uomo, 66 anni, è accusato di maltrattamenti e comparirà dinanzi al gup di Lanciano il prossimo 20 ottobre, difeso dall’avvocato Consuelo Di Martino. La Procura accusa l’imputato di aver maltrattato la donna, di 63 anni, originaria della Germania ma con nazionalità italiana, da marzo 2020 fino al 31 luglio del 2024.
Come detto, prima fu colpo di fulmine via social poi sono nate le prime incomprensioni, quindi liti furibonde, spesso con l’arrivo dei carabinieri per calmare le acque. Nel capo d’imputazione, si sostiene che lui le ha causato uno stato di soggezione fisica e psicologica. C'erano, sempre secondo le accuse mosse, ingiurie e minacce giornaliere con frasi orribili tra cui “Sei incapace di essere madre, non sai fare niente, non sai cucinare, sei una nullità”. Quanto alla maternità, nello specifico, la donna ha un figlio nato da un precedente matrimonio, mentre lui non è mai stato sposato. Nel suo paese natale è tornato dopo aver lavorato per anni a Roma.
Primo periodo d’oro, poi arrivano botte con frequenza settimanale con lui che va giù pesante con schiaffi e pugni sul viso. La vigilia di Natale del 2023 l’imputato ha colpito la donna in faccia e sugli occhiali con una bottiglia di vetro contenente del vino. Schiaffi sul volto pure nel precedente periodo estivo, fino ad arrivare, nel maggio 2024, a colpirla con una sedia di legno sulla testa procurandole un taglio sulla fronte. Per le varie lesioni, lui, come da protocollo, le ha sempre impedito di recarsi in Pronto soccorso per farsi medicare.
Tra l'altro nega ora ogni addebito. “Non l’ha mai toccata ha riferito il mio assistito – chiarisce l'avvocato Di Martino -. Le liti erano reciproche dovute ad aspetti caratteriali della coppia. Chiariremo la vicenda”. 22 lug. 2025
WALTER BERGHELLA
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