
Ci sono notizie che non si vorrebbero leggere mai e una di queste è la scomparsa, a 90 anni, di Domenico Grazia, di Lanciano (Ch), detto “Mastrabrune”. Un nome che a tanti oggi può non dire nulla ma che nei decenni passati è stato uno dei personaggi, degli artigiani più conosciuti in città.
Grande amico di mio padre, ho conosciuto Bruno da piccolo. Quando andavo nella sua bottega era solito dirmi: “Uè Uraniucce aricurdete c'à n'ù seme nate di lu stess jorne” e poi tornava a martellare il cuoio della suola di una scarpa. Sì perché c'è stato un tempo in cui i beni non si buttavano ma si riparavano e Bruno era un maestro nel riparare le scarpe.
Entrando nel suo laboratorio, in piazza Garibaldi, un lungo e stretto corridoio con pareti altissime, si restava inebriati dall'odore di colla. Ricordo una piccola porta vetrina, a sinistra il suo bancone da lavoro che prendeva luce da una finestra protetta da una grande inferriata. Sul bancone diverse scarpe che aspettavano il loro turno, l'immancabile sagoma utilizata per battere le suole e quello che a me affascinava: un contenitore di ferro con in cima un pomello, mi sembrava come una margherita con i petali, e dentro ogni scompartimento trovavano posto le simigge cioè i piccoli chiodi che utilizzava per riparare le calzature. Davanti faceva bella mostra di sé un macchinario enorme, di colore verde oliva, con spazzole che serviva a stendere e lucidare le scarpe.
Quanti pomeriggi estivi trascorsi ad ascoltare mio padre, lui e altri avventori che parlavano di sport. Lì dentro ho sentito nominare per la prima volta le parole Gre-No-Li, il trio svedese del Milan, Gunnar Gren, Gunnar Nordahl e Nils Liedholm. Si parlava di Pelè, della finale dei Mondiali del '70 di Valcareggi e del suo mancato coraggio a schierare Rivera e Mazzola insieme. Si parlava dell'Unione Sportiva Pro Lanciano, di presidenti, di calciatori e di campionati persi in modo strano.
La bottega era frequentata anche da molti giocatori che chiedevano a Bruno di riparare gli scarpini da gioco. Alcune volte faceva veri miracoli ridando vita ad ammassi di cuoio antropomorfo. Nel suo lavoro era molto bravo al punto che la società della Pro Lanciano, sotto la presidenza di Pozzolini, lo ospitava nei locali degli spogliatoi, durante le partite casalinghe, per riparare gli scarpini nell'intervallo, per sistemare i tacchetti al meglio quando si erano rovinati in campo.
Con lui sono entrato per la prima volta negli spogliatoi del 5 Pini.
Bruno, oltre che del Lanciano, era un grande tifoso giallorosso: guai a chi gli toccava la sua "Rometta". A me piaceva tantissimo un attaccante, Perino Prati, che militava nel Milan. Quando Prati venne venduto alla Roma, Bruno mi regalò un grande poster di Prati in maglia giallorossa, sperando che io diventassi tifoso romanista. Non lo sono diventato, anche se la simpatia per la "lupa" è rimasta. Nel 1983 dopo la conquista del 2° scudetto della Roma, un grande poster con tutta la squadra venne appeso sul muro.
Ma non si parlava solo di calcio nel suo laboratorio; un altro argomento di quegli anni era il ciclismo. Giro d'Italia e Tour de France erano tappe obbligate dei mesi primaverili ed estivi. La piccola radio a transistor appesa con uno spago al muro grachiava mentre il cronistra raccontava di Eddy Merx, di Giuseppe Saronni, di Francesco Moser, di Giovanni Battaglin e tanti altri.
Rammento un episodio di tanti anni fa. Era di pomeriggio e mentre diverse persone ascoltavano le fasi finali di una tappa, videro arrivare un personaggio in giacca e cravatta, si mise anche lui in ascolto, conversando con gli altri avventori. Alla fine della radiocronaca si rivolse a Bruno, mostrando un tesserino, era un agente Siae e chiedeva di mostrare l'abbonamento alla radiodiffusione. Qualche attimo di panico che si risolse senza nessun verbale ma con la promessa di fare l'abbonamento, e infatti di lì a qualche mese tornarono a controllare, questa volta constatando che era tutto in regola.
Ecco, Mastrabrune, piccolo di statura, ma era grande uomo. Lascia i figli Luigi e Amedeo.
I funerali oggi 29 luglio alle ore 10.30, nella chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore a Lanciano. 29 lug 2025
URANIO UCCI
Ha collaborato GAETANO D'ALESSANDRO
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