
Gestione e combustione illecita di rifiuti speciali: queste le accuse mosse ad un imprenditore di San Vito Chietino.
Le indagini sono scaturite dai carabinieri forestali di Lanciano e, in particolare, dal comandante Massimiliano Borrelli, il quale, libero dal servizio, ha notato una densa colonna di fumo proveniente da una zona industriale. Presumendo si trattasse di un incendio di auto, il militare si è recato sul posto, sorprendendo in flagranza un imprenditore, mentre bruciava illecitamente rifiuti di vario genere, tra cui una tapparella in plastica, dischi per mola e altri materiali misti.
Il successivo controllo dell'attività ha permesso di accertare ulteriori irregolarità, tra cui la gestione illecita di polveri, residui di materiali ferrosi e scarti di verniciatura. Sebbene l'uomo si sia mostrato collaborativo, assicurando il corretto smaltimento futuro degli scarti prodotti, dovrà rispondere di gestione illecita e combustione dei rifiuti, con sanzioni che possono comportare la reclusione da due a cinque anni.
L'intervento tempestivo ha permesso di limitare i danni. Ricontrate anche altre violazioni ambientali. 28 mar. 2025
@RIPRODUZIONE VIETATA