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Una manovra come tante ne aveva fatte nella vita, trascorsa a guidare pullman, ma stavolta è stato dramma. Un bus turistico, ieri, intorno alle 17.40, è finito nel Po a Torino, in pieno centro, sotto gli occhi di decine di passanti e di automobilisti atterriti, a pochi metri da piazza Vittorio Veneto, una delle più belle del capoluogo piemontese, e vicino al ponte Vittorio Emanuele I. Esso si è parzialmente inabissato, tra la paura e l'incredulità di chi passeggiava lungo il fiume.

Viaggio senza ritorno

Nell'incidente, non c'era nessun altro a bordo, è morto l'autista, Nicola Di Carlo (nella foto), 63 anni, imprenditore del Molise, titolare, della "Di Carlo Tours", azienda di trasporto di Guglionesi, in provincia di Campobasso. Egli aveva accompagnato una scolaresca di Milano in visita al Museo Egizio e, probabilmente, si stava dirigendo verso piazza Castello per riprendere gli studenti. "Si tratta di bimbi delle elementari", ha detto il comandante della polizia locale di Torino, Roberto Mangiardi, che sta coordinando le indagini. 

Ferite tre passanti

"Dalla piazza la scena è stata impressionante - riferisce un testimone -. Il mezzo, un gigante grigio chiaro metallizzato, andava lentamente, abbiamo pensato facesse manovra, invece è sceso giù. Ad un certo punto abbiamo sentito il tonfo in acqua...".

Sulla traiettoria c'erano tre donne, che sono rimaste ferite, non gravemente, investite prima che affondasse. Sono state trasportate all'ospedale Cto, quello traumatologico: hanno riportato solo contusioni.

La dinamica dell'incidente

Il bus, che procedeva in fase di manovra in retromarcia, ha iniziato a sbandare, imboccando una traiettoria anomala, all'altezza dei Murazzi, in un posto stracolmo di locali; ha sfondato il parapetto ed è precipitato. Le forze dell'ordine insieme ai sanitari stanno cercando di capire se si sia trattato di un malore o se l'autista non si sia reso conto del tutto dello spazio a disposizione. A chiamare il 118 sono stati in molti, e i sanitari e i vigili del fuoco sono arrivati anche con l'elicottero. Le squadre di pompieri si sono calate immediatamente, coi sommozzatori, erano in tanti, così come la gente si è assiepata sulle rive e sul ponte per capire cosa stesse accadendo. 

I momenti disperati dei soccorsi

La scena è stata un susseguirsi di istanti concitati. Quando il pullman ha sfondato la balaustra ed è finito nelle acque torbide del Po, l’allarme è scattato immediatamente. Wilhelm Teli, istruttore di canottaggio del circolo "Amici del Fiume", è stato tra i primi a lanciarsi in aiuto. "Non sapevamo se ci fossero passeggeri a bordo, il terrore era palpabile. Mi sono tuffato e ho raggiunto l’autista. Era privo di sensi, alla fine l'ho trascinato fuori." Infranti i vetri, Willy è riuscito a estrarre Nicola, che è stato caricato su una lancia e trasportato a riva. I medici hanno provato disperatamente a rianimarlo, ma per lui non c'è stato nulla da fare.

Sul posto è arrivato il sindaco, Stefano Lo Russo, insieme all'assessore comunale alla Sicurezza, Marco Porcedda, cercando di capire la situazione. 

Indagini sulle cause della tragedia

Resta da chiarire cosa abbia provocato la tragedia. L’ipotesi di un malore improvviso è tra le più accreditate, ma sarà l’autopsia a fornire risposte definitive. La dinamica della caduta del bus, con quella strana manovra lenta e diagonale, lascia aperti interrogativi. "Il pullman ha il pilota automatico - dicono i conoscenti della vittima - per cui potrebbe anche esserci stato un guasto. Aspettiamo di comprendere che è successo, ma il dolore è grande per questo dramma".  

La storia di un uomo e della sua passione per i viaggi

Originario dell’Abruzzo, Di Carlo aveva trovato casa a Guglionesi. Ma la sua vera casa era la strada: trent’anni trascorsi al volante, tra autostrade e centri storici, tra viaggi turistici e trasferte scolastiche. Insieme al fratello Mario aveva fondato la Di Carlo Tours, un’azienda familiare con sedi in Molise e in Brianza, punto di riferimento per trasporti in tutta l'Italia, da almeno un decennio. Con il tempo, la flotta si era ampliata, coinvolgendo anche i figli Vincenzo e Carmine, eredi di una passione che si è tramandata di generazione in generazione.

"Nicola era più di un collega: era un amico, un lavoratore instancabile", racconta con voce spezzata un altro autista. "Facevamo gli stessi sacrifici, macinando chilometri ogni giorno, ma sempre con il sorriso. Quello che è accaduto, è assurdo e inaccettabile". 

Uiltrasporti Molise interverviene, unendosi al cordoglio dei familiari e dei lavoratori che con Di Carlo condividevano "l'impegno quotidiano per garantire un servizio essenziale alla collettività". Il sindacato chiede "di rafforzare le misure di tutela per tutti i lavoratori del settore, a prescindere dal ruolo ricoperto, e ribadisce l'impegno per ottenere normative più stringenti affinché salute e sicurezza diventino una priorità reale".

Torino, scossa, piange una vittima della strada, un uomo che aveva dedicato la propria esistenza ai viaggi e che proprio su un autobus ha trovato la fine.

Guglionesi, il suo paese, è sotto shock. Il commissario prefettizio Patrizia Perrino ha espresso il proprio sgomento per l’accaduto, sottolineando quanto Di Carlo fosse una figura conosciuta e rispettata nella comunità. Lui era benvoluto e stimato, considerato "l'amico di tutti".  27 mar. 2025

SERENA GIANNICO

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