Lanciano. Festeggia le nozze al bar con gli amici mentre è ai domiciliari: in carcere

Serate violente a Lanciano (Ch), scattano altri arresti in carcere.

Due ordinanze cautelari sono state firmate dai gip di Lanciano e Chieti, su richiesta delle rispettive Procure, per inasprire precedenti provvedimenti restrittivi violati, con esecuzioni fatte dalla polizia e dai carabinieri. Sulla movida, su input del questore di Chieti, Annino Gargano, gli agenti del commissariato, coordinati dalla dirigente Lucia D’Agostino, hanno continuato ad indagare sui recenti episodi che hanno allarmato la città.

Al carcere di Pescara è finito il rom Sante De Rosa, 36 anni, di Lanciano, che ha gravemente minacciato il proprietario di un bar del centro dove, settimane fa, ha festeggiato il suo matrimonio consumando centinaia di euro di bevande, in gran parte non pagate. L’uomo era ai domiciliari col braccialetto elettronico, strumento appositamente installato per contenere la sua indole violenta, e ha avuto il permesso per la sua festa di nozze col pranzo, ma poi non ha rispettato il percorso stabilito andando di sera a brindare al bar con gli amici. Difeso dall’avvocato Alessandro Marrone, si è anche reso protagonista di un’aggressione, per futili motivi, lo scorso autunno, nei confronti di un 30enne di Lanciano, sempre in un bar. La vittima è stata brutalmente picchiata e ha riportato la frattura della mandibola.

"Troppe aggressioni nel tempo", dicono gli inquirenti. Il mese scorso il figlio minorenne, G.D.R., 17 anni, ha massacrato di botte un 18enne di Fiano Romano spaccandogli la mascella ed è stato denunciato alla Procura dell’Aquila.

Il secondo arresto riguarda il rom Mirko De Rosa, 30 anni, di Lanciano, evaso dai domiciliari pur avendo il braccialetto elettronico. Ora è al supercarcere di Lanciano. Per due giorni i carabinieri non l’hanno trovato a casa, come se stesse facendo una breve vacanza da amici o parenti. Ko pure il braccialetto elettronico. Cercato più volte, era divenuto irreperibile. Infatti non ha mai risposto al citofono dell'abitazione, né al telefonino. Già gravato da reati contro il patrimonio e la persona, era ai domiciliari per una vicenda di botte e lesioni avvenuta a Chieti. E' stato rintracciato ieri all’alba dai carabinieri di Lanciano, diretti dal comandante di compagnia tenente colonnello Vincenzo Orlando e dal tenente Giuseppe Nestola, a capo del Norm. Il gip di Chieti gli ha così revocato i domiciliari mandandolo in prigione. 07 apr. 2022

WALTER BERGHELLA

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