
"Questa notte una persona a me cara e un suo amico sono stati vittime di un attacco omofobo da parte di un gruppo di ragazzi più o meno loro coetanei. Parliamo di gente che ha circa vent’anni". Con queste parole, affidate a un post pubblicato sui social e subito diventato virale, A.D.C. ha denunciato un grave episodio di intolleranza, accaduto tra sabato 16 e domenica 17 agosto scorsi a Lanciano (Ch).
Secondo il racconto, i due stavano tornando verso la loro auto, lasciata al parcheggio di via per Frisa. Dopo aver preso l’ascensore che collega Lancianovecchia al poisteggio, si sono trovati nel mirino di un gruppo di coetanei. Dall’alto, il branco ha iniziato a insultarli con epiteti omofobi come "fr..i di m..da" e a scagliare contro bottigliette di plastica. I due ragazzi si sono riparati sotto la pensilina dell’impianto, ha evitato che venissero colpiti.
"Sottolineo - si legge ancora sul post - che i due ragazzi, prima di prendere l'ascensore, sono passati vicino a tale nugolo di geni che, con molta probabilità, si è sentito profondamente offeso dai vestiti che uno dei due indossava... e hanno cosí deciso che questa scelta non andava affatto bene e bisognava fargliela pagare.
Siamo ancora al punto in cui un ragazzo che indossa un top anziché una t-shirt può scatenare reazioni di odio tali da generare violenza fisica e verbale?"
L’episodio è stato segnalato alla Prefettura di Chieti e ha fatto scattare le indagini di carabinieri e polizia, ora al lavoro per acquisire le immagini della videosorveglianza della zona e raccogliere eventuali testimonianze utili a identificare gli aggressori.
Durissima la presa di posizione del sindaco Filippo Paolini: "E' un fatto gravissimo, al di là della motivazione che pure va accertata. Si tratta di un’aggressione a tutti gli effetti, nei confronti di persone sconosciute che passeggiavano normalmente per la strada. Mi auguro che i due ragazzi trovino la forza di denunciare e che i responsabili vengano individuati. Questo episodio non può rappresentare la città: Lanciano resta un luogo accogliente".
Solidarietà è arrivata anche dalla consigliera comunale Rita Aruffo (LancianoX Tutti, Europa Verde Frentania): "E' essenziale mantenere la luce accesa su fatti come questo. Come adulti dobbiamo essere pronti a condannare e solidarizzare in modo unanime, anche con una denuncia sociale. Non ci deve essere equivoco: bisogna far capire a queste persone che atteggiamenti simili non sono tollerabili".
Abruzzo Pride parla di "ennesimo caso di intolleranza": "E' impossibile pensare che un semplice capo d’abbigliamento possa portare a un’aggressione verbale e fisica nei confronti di un ragazzo omosessuale. Solo poche settimane fa era successo a Pescara, con un buttafuori che aveva negato l’ingresso in un locale a un giovane gay. Vogliamo sentirci liberi di essere noi stessi, anche di vestirci come vogliamo". 20 ago. 2025
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