Abusi sessuali su una 12enne a Sulmona. 'Violenze iniziate quando avevo 10 anni'.  indagati 14enne e 18enne

Abusi sessuali su una ragazzina di 12 anni a Sulmona (L’Aquila). Avrebbe subito violenze da parte di due adolescenti, un 14enne e un 18enne, il primo di origine magrebina, il secondo tunisino, che sarebbero anche parenti della vittima.

I soprusi sarebbero iniziati a giugno 2023, quando la bimba aveva 10 anni e avrebbe avuto una cotta per uno dei due accusati, a quei tempi 12 anni. L'odissea della piccola sarebbe iniziata nei giardini del parcheggio di Santa Chiara, in pieno centro a Sulmona, dove sarebbe stata filmata dai due. Il primo video sarebbe servito per ricattarla e obbligarla a subire in sequenza, facendola vivere per due anni nell'incubo. A luglio di quest'anno poi, uno dei video sarebbe stato caricato e condiviso in una chat di gruppo su WhatsApp, con almeno 40 iscritti. Una amichetta della bimba l’avrebbe avvisata di ciò che stava accadendo: da lì le rivelazioni alla famiglia e la denuncia.

I carabinieri, che si stanno occupando del caso, hanno sequestrato gli apparecchi elettronici dei due - telefonini, computer, tablet - durante una perquisizione in un paese della Valle Peligna. Al perito, nominato dal Tribunale, il compito di analizzare le copie dei terminali alla ricerca dei filmati, dei messaggi e delle fotografie immesse in rete e condivise. Segnalate alla magistratura decine di giovanissimi, fruitori delle riprese, e non si esclude che la lista degli indiziati possa allargarsi.

Le famiglie sono di origini africane, ben inserite nel contesto sociale, mentre i ragazzi coinvolti sono nati in Italia.

I due accusati, che si sarebbero alternati negli abusi e nel ruolo di videomaker,  debbono rispondere, in concorso, di violenza sessuale aggravata e di revenge porn. Gli investigatori avrebbero scovato una 50ina di filmati. Del caso si occupano la Procura per i minori dell'Aquila, in particolare il sostituto Angela D'Egidio, e quella di Sulmona. La vittima, assistita dall'avvocato Maria Grazia Lepore, sarà ascoltata in modalità protetta, con il supporto di psicologi e assistenti sociali. 

"Il mio assistito si dice estraneo alle accuse così come contestate", dicel'avvocato Alessandro Margiotta, difensore del 14enne sotto accusa. "Manteniamo il massimo riserbo perché si tratta di minori e siamo nella fase embrionale dell'inchiesta". Renzo Colantonio, del foro di Pescara, è invece il legale del 18enne.

"Quanto accaduto a Sulmona è semplicemente sconvolgente e supera ogni limite di orrore. Esprimiamo la nostra più totale e incondizionata vicinanza alla giovanissima vittima di appena 12 anni, costretta a subire non solo una violenza inaudita, ma anche l'ulteriore umiliazione della diffusione delle immagini. Questo atto barbaro ci lascia senza parole, ma non può e non deve lasciarci inerti. Il fatto che i presunti responsabili siano a loro volta giovanissimi, addirittura un diciottenne e un dodicenne, non è un dettaglio: è il sintomo drammatico di un fallimento educativo e sociale che ci riguarda tutti", dichiara Fiorella Zabatta, co-portavoce nazionale di Europa Verde ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra. "Non possiamo più trattare questi eventi come casi isolati o emergenze di sicurezza. Questa - aggiunge - è la manifestazione tossica e sistemica di una cultura patriarcale radicata, che insegna il possesso anziché il rispetto e considera il corpo femminile, persino quello di una bambina, come un oggetto a disposizione".  15 sett. 2025

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