Quella casa... in bilico. Per la frana di Via del Ponte a Lanciano va sempre peggio. Esposto in Procura
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Eppur si muove... Non dà tregua, , a Lanciano (Ch), lo smottamento che interessa una porzione di Fosso Pietroso, vasta area che abbraccia anche la conca del Diocleziano, su cui, in particolare, c'è un'abitazione che preoccupa. Un problema per il quale, a distanza di oltre vent’anni, non si intravede ombra di una soluzione.

Maria Ciarelli, residente in via del Ponte, torna a denunciare una situazione di stallo assoluto. E, dopo anni di promesse disattese e risposte evasive da parte dell’amministrazione comunale, si è rivolta direttamente alla Procura della Repubblica di Lanciano.

Con un esposto dettagliato, depositato ai carabinieri, la donna chiede che la magistratura disponga accertamenti urgenti per verificare eventuali responsabilità e imponga interventi concreti di messa in sicurezza.

La sua denuncia ricostruisce, passo dopo passo, oltre due decenni di degrado e incertezze. Tutto è iniziato nel gennaio del 2003, quando un vasto fenomeno franoso colpì il versante su cui sorgono le abitazioni del quartiere. L’amministrazione civica, all’epoca, fu costretta a emanare un’ordinanza di sgombero per diverse famiglie, compresa quella dei Ciarelli, costretti a lasciare la propria casa per ragioni di sicurezza.

Superata l’emergenza, il Comune affidò a tecnici uno studio e un progetto di consolidamento del versante, a firma dei geologi Luigi Carabba e Bruno Bianco e dell’ingegnere Giovanni Di Campli. Le relazioni, consegnate nel marzo 2004, indicavano chiaramente la necessità di interventi urgenti nell’area. Ma, come si legge nell’esposto, "da allora nessun intervento è stato eseguito, nonostante rassicurazioni, promesse e stanziamenti di fondi".

Negli anni successivi la zona, ha continuato a dare segnali di instabilità. Nel 2018 un nuovo smottamento ha creato una voragine in un negozio di corso Trento e Trieste, mentre nel gennaio 2024 si sono registrati ulteriori ammaloramenti, con la rottura di un condotto fognario. Nel frattempo c'è stato il costante peggioramento del dissesto lungo via del Ponte, sulla quale, tra l'altro, da alcuni giorni è anche comparsa una grossa buca, con il terreno che è sprofondato di almeno mezzo metro. Segno tangibile della fragilità dei luoghi. 

"Dalle analisi risulta che il sottosuolo è composto da rocce sabbiose e arenacee, altamente friabili", spiega il geologo Luigi Carabba, incaricato da Ciarelli di redigere una relazione tecnica. Il documento, allegato alla denuncia, evidenzia la vunerabilità del versante e la necessità di lavori strutturali non più procrastinabili.

La casa di Maria Ciarelli è... in bilico. Il lato che affaccia sul Parco Diocleziano sta sprofondando: la recinzione mostra chiari segni di cedimento e il terreno fenditure  che preoccupano. La stessa amministrazione comunale, in una nota, dice che "al controllo visivo non si riscontrano scivolamenti che coinvolgono le fondamenta dell’abitazione", ma al contempo invita la proprietaria "a non calpestare l’area esterna dell’edificio coinvolta nella frana, dal 2003". Vietato anche appesantire il posto con vasi di fiori. Una contraddizione che, secondo Ciarelli, "dimostra l’assenza di una reale strategia di prevenzione". Ma anche scarsa chiarezza di idee. 

La donna ha inviato pure una diffida formale alla dirigente del settore "Governo del Territorio", architetto Luigina Mischiatti, chiedendo l’attivazione immediata di un monitoraggio efficace e continuativo, che non è più rinviabile.
"Non si può continuare a contare solo sui sopralluoghi visivi – rimarca Ciarelli – servono strumenti di rilevazione e un piano di sicurezza, soprattutto con la stagione delle piogge".

Nel suo esposto, Ciarelli chiede di valutare eventuali profili di illiceità penale legati all’inerzia amministrativa e di individuare i possibili responsabili. 

A rendere ancora più amara la vicenda è la sensazione di essere rimasti soli: "Non si può aspettare che accada una tragedia, in una zona al alto rischio come questa, prima di dare avvio, concretamente, a controlli e verifiche. Sono decenni che chiediamo solo sicurezza".

La faccenda adesso è approdata sui tavoli della magistratura. "Intanto noi continuiamo a  convivere con la paura". Le crepe nei muri e nel terreno sono il segno di una tangibile instabilità. "Chiedo solo che chi deve agire, lo faccia. Prima che sia troppo tardi". Perché le frane non aspettano la burocrazia, e la sicurezza non può dipendere dai fondi "che arriveranno". Ma quando? 12 dic. 2025

SERENA GIANNICO

@RIPRODUZIONE VIETATA

Nelle foto Via del Ponte, la casa interessata dalla frana e la buca recente sull'arteria

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