Scatta l'allarme... In casa non ci sono i ladri, ma l'orso Mario
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Stavolta l'orso Mario l'ha fatta davvero grossa: si è infilato in un'abitazione di Villavallelonga (Aq), terrorizzando la famigliola che ci vive. Il plantigrado, dell’età di circa 3-4 anni, del peso di oltre 1 quintale, che non teme la presenza dell’uomo, alle due del mattino, l'altro ieri, passando per la finestra della cantina, si è introdotto nella casa di Medoro Bianchi, 45 anni, dipendente del Cam, che in quel momento dormiva insieme alla moglie e ai bambini. Una volta all’interno, spostandosi e muovendosi in un'ambiente sconosciuto, ha iniziato a demolire mobili, quadri, utensili. Prima ha rivolto la propria attenzione alla dispensa, colma di frutta e dolci, razziando gli alimenti. Poi si è spostato nelle altre stanze, facendo tappa nel bagno, dove ha lasciato i propri escrementi. Mentre l’animale era intento nel giro notturno, è scattato l’allarme che ha svegliato il padrone di casa. Bianchi è sceso al piano terra, trovandosi di fronte l’imponente plantigrado che cercava di salire il secondo gradino della scalinata. Alla vista dell’uomo, l'orso non ha reagito, anzi, ha fatto un passo indietro. Quindi la fuga delle famiglia, che si è calata dal balcone con l’aiuto dei vicini. L'orso è rimasto intrappolato in casa: non ha trovato vie d'uscita. Nel frattempo, allertate, sono arrivate le guardie  del Servizio sorveglianza del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. Sul posto anche i carabinieri forestali delle stazioni di Gioia dei Marsi e Balsorano. Intorno alle 5 del mattino, l’animale è stato sedato e condotto in montagna, dove è stato rilasciato in natura, sui prati di Sant’ Elia, zona tra il comune di Collelongo e quello di Villavallelonga, a una distanza di circa 15 chilometri dal centro urbano.

L'orso Mario è munito di radiocollare. 
 
"E’ stato terribile - racconta Bianchi- e pensare che le insidie ti raggiungono anche nel luogo considerato più sicuro, la propria abitazione. Ho sentito rumori ed è scattato l’antifurto. Pensavo ai ladri, invece ho visto l'orso che cercava di salire le scale, poi quando l’animale si è girato, sono corso su, ho preso la famiglia e siamo fuggiti. Siamo stati accompagnati in ospedale, in quanto sotto shock, siamo stati sottoposti anche a colloquio con uno psicologo, che ci ha rilasciato il referto di 30 giorni per mia moglie e 10 per me. Presenteremo querela ai carabinieri. La situazione è grave. E’ da circa un anno che scorazza questo orso. Le istituzioni devono provvedere a condurlo in qualche luogo dove non disturbi".
"Credo fermamente, con il dovuto rispetto verso l’animale, che questi episodi non si debbano più ripetere, perché ne vale soprattutto l’incolumità pubblica. La mia gente è spaventata. E’ necessario adottare misure di sicurezza", attacca il sindaco di Villavallelonga, Leonardo Lippa. 
 
Da novembre 2016 l'orso confidente - vengono definiti così i plantigradi abituati ad avvicinarsi alle abitazioni - frequenta i pollai che si trovano all'interno di alcuni centri abitati della Marsica. Questa volta mentre si aggirava tra le strade del paese è finito in un vicolo cieco: nel cercare una via di fuga, l'orso ha scavalcato un muretto e si è trovato in uno spazio chiuso dal quale non è riuscito ad uscire. Il presidente del Pnalm, Antonio Carrara, ha contattato immediatamente il ministero dell'Ambiente che ha convocato una riunione urgente per questa mattina, "nel corso della quale sarà affrontato il problema della gestione di un orso confidente che opera, da mesi, prevalentemente nella zona di protezione esterna e fuori dal Parco per trovare una soluzione, sia nell'interesse della conservazione dell'orso, sia della tranquillità delle persone". 
 
Secondo il Wwf Abruzzo "è necessario attivare un protocollo di gestione dell'animale da parte degli enti competenti che garantisca la fondamentale sicurezza dei cittadini, ma che al tempo stesso metta in campo tutti gli sforzi possibili per salvaguardare uno dei pochi orsi marsicani ancora in vita - secondo le stime degli studiosi ne rimangono appena 50 individui - per evitarne l'estinzione". 
 
"La Regione faccia il suo dovere e non lasci da solo il Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise e le altre aree protette -: lo chiede in una nota Legambiente Abruzzo -. L'incolumità delle persone e la tutela di un orso - dicono Giuseppe Di Marco presidente di Legambiente Abruzzo e di Antonio Nicoletti responsabile aree protette e biodiversità di Legambiente - non possono essere il frutto del caso o della buona stella". Da qui la richiesta "alla Regione Abruzzo di dimostrare un minimo di responsabilità in questo settore. Siamo consapevoli che occorre ridurre le fonti urbane di alimentazione dell'orso, e per primo i pollai, ma non si può pensare che un'azione di eliminazione di queste strutture sebbene abusive - aggiungono i due esponenti di Legambiente - non passi attraverso una condivisione con i sindaci e i cittadini. Stesso lavoro va fatto con gli agricoltori della piana del Fucino che lasciano resti di lavorazione delle carote incustodite che diventano fonti di alimentazione incontrollata per l'orso". 31 luglio 2017
 
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