Ormai li ha visitati tutti. Bambina, esemplare femmina di orso marsicano, da un po' sta compiendo un vero e proprio tour nel versante orientale della Maiella. Con essa tre cuccioli, cresciutelli, che la seguono ovunque.

Nel loro percorso hanno toccato diversi comuni, con avvistamenti confermati, anche con video, a Palena, Lettopalena, Lama dei Peligni, Taranta Peligna, Civitella Messer Raimondo, Fara San Martino e Palombaro. Un itinerario che evidenzia la grande mobilità del gruppetto e la facilità con cui riesce a spostarsi tra boschi, campagne e margini dei paesi.

Lo scorso 4 dicembre l’ultimo episodio a Lama dei Peligni (Ch), in località Convento, dove l’orsa si è presentata davanti al cancello di un’abitazione nelle ore serali. Ha spinto, annusato, provato a infilarsi, ma il passaggio era troppo stretto per lei, che pure non manca di creatività quando si tratta di cercare cibo. Dopo alcuni tentativi ha desistito.

A raccontare la scena, con tono ironico, è la giornalista Licia Caprara: "Casa mia a Lama. Stasera. I miei sentono rumori al cancello, una, due, più volte. Si affacciano e… trovano l’orsa. Adesso aspettiamo che suoni alla porta". Una battuta che fotografa perfettamente l’atmosfera che caratterizza, in questo periodo, la zona, tra curiosità, timore e convivenza forzata.

Ma Bambina e la sua prole non si limitano a visite di cortesia. Nelle varie tappe del loro viaggio hanno lasciato un’impronta ben più concreta: piccole strutture rurali razziate, arnie aperte in cerca di miele, con colonie di api distrutte. "Hanno devastato diversi pollai", riferiscono i residenti. E quando galline e frutta scarseggiano, ecco frugare nelle minuscole stalle in cerca di uova. Frequentare i centri abitati, di certo, significa trovare fonti di cibo più semplici da raggiungere rispetto ai boschi e ai pascoli d’alta quota.

"I  cittadini - afferma il sindaco di Lama, Tiziana Di Renzo - sono moderatamente preoccupati; stiamo monitorando la situazione in costante contatto con il Parco nazionale della Maiella e con i carabinieri forestali".

"Qui comunque c'è cautela - spiega - col buio molti preferiscono evitare di uscire". Si temono incursioni e incontri ravvicinati. "Certo, li ammiriamo, e di sicuro tengono lontani i ladri", sdrammatizza il primo cittadino, sintetizzando il doppio sentimento: affetto per un’icona della fauna d'Abruzzo e, allo stesso tempo, consapevolezza dei danni economici che alcuni stanno subendo.

Caprara, nel suo racconto social, non manca di sottolineare il nodo centrale: "Addio ovetto fresco. A Lama e dintorni non ci sono più galline, perché la 'strippazione', come recita un detto popolare, è avvenuta. Ma non a opera di volpi: stavolta non hanno colpa. Ci hanno pensato gli orsi, ormai ospiti fissi. Li amiamo, li rispettiamo, ma gli allevatori che hanno subito danni ingenti forse si inteneriscono un poco meno alla vista". E ancora: "Il freddo aiuterà il letargo, speriamo, ma al risveglio non potranno riprendere la razzia dove avevano lasciato. Il tema resta: trovare cibo in altura è una necessità. E vogliamo pensare che qualcuno si prenda carico del problema. Anche perché a doversi sfamare sono più d’uno e  come dicono a Lanciano: 'com’è l’urs è l’ursitte'!".

In attesa che l’inverno accompagni la famigliola verso il letargo, gli abitanti del posto regolano diversamente le proprie abitudini quotidiane: si rientra prima, si rinforzano i recinti, ci si muove con più attenzione. La convivenza è possibile, ma richiede prudenza e soluzioni concrete.

Nel frattempo, come conclude Caprara... "per lo zabaione… c’è da attendere". E mentre il viaggio di Bambina continua, le comunità della Maiella osservano e sperano che, al risveglio primaverile, il plantigrado i suoi tre "ursitte" trovino monti più ricchi di cibo e meno pollai da saccheggiare. 10 dic. 2025

SERENA GIANNICO

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