
Quattrocento nuove assunzioni a Mirafiori e l’assegnazione di modelli ibridi a Cassino. Due novità che lasciano intravedere un possibile rilancio per Stellantis in Italia, dopo anni di cali produttivi e incertezza occupazionale.
Le organizzazioni sindacali – Fim Cisl, Fiom e Uilm – accolgono con favore le aperture dell’amministratore delegato Antonio Filosa, incontrato oggi pomeriggio a Torino, ma chiedono che il gruppo compia scelte coraggiose e che l’Unione europea corregga politiche industriali ritenute "penalizzanti e miopi".
Fiom: "Situazione disastrosa"
"Stellantis in Italia ci consegna un quadro che necessita di un vero e proprio testa coda per invertire la direzione degli ultimi anni". Così in una nota congiunta Michele De Palma, segretario generale Fiom e Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom responsabile settore mobilità. "Il quadro che ha ereditato l'attuale amministratore delegato - proseguono - ci dice che quest'anno la produzione sarà ulteriormente in peggioramento rispetto il 2024, l'occupazione è in continua riduzione attraverso le uscite volontarie incentivate, in controtendenza per Mirafiori ci sarà l'assunzione di 400 lavoratori per far fronte all'aumento dei turni per la 500 ibrida, ma per gli altri stabilimenti nessun segnale di rigenerazione dell'occupazione a partire dagli enti centrali. Il problema è invertire il dato di utilizzo degli ammortizzatori sociali in tutti gli altri stabilimenti che coinvolgono circa il 60% dei dipendenti. Chiediamo di lavorare a un nuovo piano industriale che necessariamente deve vedere il coinvolgimento dei sindacati, nell'ottica di trovare le giuste soluzioni per dare garanzie di prospettiva produttiva e occupazionale a tutti gli stabilimenti italiani e alla ricerca e sviluppo", concludono sollecitando "un confronto tra sindacati, costruttori e istituzioni europee per dare certezze alla giusta transizione ecologica garantendo l'occupazione".
Fim Cisl: "Rafforzare il Piano Italia con nuovi investimenti"
Per la Fim, con il segretario generale Ferdinando Uliano, il nodo resta quello dei volumi produttivi. Con gli attuali ritmi, il gruppo non raggiungerà entro la fine dell’anno i 310.000 veicoli prodotti, con conseguenze sull’occupazione e sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali.
“E' indispensabile – affermano – non solo accelerare gli impegni già presi in sede ministeriale, ma soprattutto rafforzare il nuovo Piano Italia, con più investimenti e nuovi modelli produttivi".
L’annuncio di 400 assunzioni a Mirafiori, che serviranno a implementare il secondo turno in carrozzeria, è considerato un segnale positivo in controtendenza, ma il sindacato chiede che Torino mantenga un ruolo centrale anche nel prossimo piano industriale.
Uilm: "Ibridi e assunzioni sono un buon inizio, ma l'Ue cambi marcia"
Soddisfazione anche da parte della Uilm, che però non nasconde la propria preoccupazione per la fase delicata del settore automotive. "Siamo confidenti che il lancio di vetture ibride possa rappresentare un punto di partenza per la ripresa degli stabilimenti italiani – dichiarano il segretario generale Rocco Palombella e il segretario nazionale Gianluca Ficco –. Ma siamo anche consapevoli che siamo solo all’inizio di un percorso difficile, che dipende non solo dalle scelte di Stellantis ma anche dalle politiche europee che, così come sono oggi, stanno distruggendo l’industria senza salvare l’ambiente". U
Per Uilm ci lanci dei modelli ibridi a Melfi e Mirafiori sono "una scelta decisiva, ma servono “strategie chiare anche per gli altri stabilimenti e azioni concrete per l’indotto".
Atessa: "Leadership nei veicoli commerciali, ma attenzione alle regole europee"
Per quanto riguarda Atessa (Ch), durante la riunione, è stata confermata la leadership nel segmento dei veicoli commerciali leggeri, con il mantenimento degli impegni produttivi già assunti. I problemi restano, con tanti lavoratori relegati agli ammortizzatori sociali. E le sigle sindacali hanno espresso preoccupazione per le limitazioni del quadro regolatorio europeo, che rischiano di pesare proprio sui furgoni e sui mezzi da lavoro, comparto strategico per il gruppo e per l’economia dell'Abruzzo.
“E' necessario – sottolineano – che l’Europa smetta di penalizzare questo segmento e riconosca il ruolo industriale e occupazionale che ha per l’intero Paese".
Termoli in attesa: nessun passo avanti
Diverso il tono per Termoli (Cb), dove la delusione è palpabile. Spiega la Uilm Molise: "Non è arrivata nessuna risposta concreta sul futuro dello stabilimento".
Nonostante i continui confronti e le sollecitazioni sindacali, "restiamo in una fase di incertezza, senza che si sciolgano le riserve sulle prospettive produttive del nostro sito".
Uilm ribadisce la richiesta che nel nuovo piano industriale, atteso entro la metà del prossimo anno, Termoli venga messa al centro, con nuovi prodotti, "che siano motori, cambi o nuove lavorazioni del cambio". E' una scelta ritenuta necessaria per garantire occupazione e futuro al territorio.
Entro la fine dell’anno, inoltre, si attende chiarezza definitiva sul destino di ACC, la società che dovrebbe avviare nello stabilimento molisano la produzione di batterie. “Non possiamo più permettere che tutto resti fermo e sospeso – avverte il sindacato –. Il tempo stringe: i lavoratori e l’indotto hanno bisogno di certezze e di investimenti reali".
Il nodo europeo e la richiesta di neutralità tecnologica
Sul fronte europeo, le dichiarazioni di Stellantis confermano che il piano industriale per l’Italia e per l’Europa sarà completato solo dopo le nuove decisioni di Bruxelles in materia di transizione ecologica.
I sindacati chiedono una revisione profonda del quadro normativo, “per abolire le multe sulle emissioni e definire una transizione sostenibile ispirata ai principi di neutralità tecnologica e libertà di scelta dei consumatori”.
Negli Stati Uniti, ricordano, il gruppo ha potuto investire 13 miliardi di dollari creando 5.000 nuovi posti di lavoro, grazie a una regolamentazione più favorevole all’industria. 20 ott. 2025
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