Stellantis Atessa. Cala di netto la produzione, altra settimana di cassa integrazione. E si rivede la turnazione

Ancora cassa integrazione allo stabilimento Stellantis di Atessa (Ch).

La comunicazione è stata effettuata, in una riunione, dalla Direzione della fabbrica che ha illustrato al comitato esecutivo di Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf, la situazione attuale di mercato "che ha determinato dapprima un abbassamento della produzione dei veicoli cabinati e passi corti e poi anche di quelli furgonati".

Lontani i tempi d'oro, quelli dei record, quelli dei 1.500-1.700 furgoni al giorno che uscivano dal sito della Val di Sangro. Fino a qualche settimana fa la produzione si attestava sugli 850 veicoli al giorno, ora è destinata a scendere sotto gli 800. E, per questo, l'azienda, dall'8 luglio, "rivedrà l'organizzazione del lavoro, rimanendo invariata nelle unità di Lastratura e Verniciatura mentre, al Montaggio si svolgerà attività solo sul primo e terzo turno; rimarrà fermo il secondo, con copertura di cassa integrazione". La flessione coinvolgerà, per due settimane, anche lo stabilimento gemello di Gliwice, in Polonia.

Inoltre - spiegano i sindacati - "per una situazione contingente non prevista è stato comunicato anche il fermo produttivo delle giornate del 1 e 2 luglio, su tutti e tre i turni, con l'utilizzo di due par a fruizione collettiva".

“Saranno mesi duri – dichiara il segretario della Uilm Chieti-Pescara, Nicola Manzi – che previsionalmente, secondo i dati a nostra disposizione, potrebbero protrarsi anche oltre l'autunno. Premesso che tutto è dettato dal mercato, dobbiamo tenere alta la guardia affinchè si eviti la delocalizzazione del lavoro dell'indotto. Il mio appello va al governo regionale e alla politica tutta: – prosegue -: questo è il momento di accelerare e migliorare la fruizione delle infrastrutture da parte del comparto automotive. Abbiamo bisogno di un territorio predisposto al trasporto merci e alla logistica capillare. Come Uilm chiediamo di investire e potenziare il trasporto merci su ferro, grazie alla società regionale Sangritana che già svolge servizio in Val di Sangro. Le aziende dell'indotto hanno una capacità produttiva fino a 300mila furgoni l'anno e possono contare su una professionalità acquisita in oltre 40 anni di esperienza e sulla manodopera altamente specializzata dei nostri addetti. Il made in Italy è la risposta a questo periodo di rallentamento del mercato e la Regione Abruzzo deve farsi trovare pronta per arginare la crisi che questo comporta e rilanciare e potenziare il nostro indotto”.

Infine va evidenziato che "la flessione interessa anche lo stabilimento polacco di Gliwice per due settimane. Stabilimento che non è strutturato per la produzione di veicoli cabinati".  26 giu. 2024

@RIPRODUZIONE VIETATA

totale visualizzazioni: 9121

Condividi l'Articolo