Sevel. Sabato lavorativo, anzi no. 'Pessima programmazione o strategia di Stellantis?'

Fiom attacca Stellantis, dopo che nello stabilimento della Sevel di Atessa (Ch) è stato annunciato un sabato lavorativo, quello del 5 febbraio scorso, per poi annullarlo, per mancanza di approvigionamenti.

A seguire sono stati cancellati, perché mancavano i motori per i furgoni, anche tutti i turni di lunedì 7 febbraio. E Fiom Chieti, anche con le Rsa, tuona "che non possono essere problemi legati esclusivamente alla mancanza di componenti o alla situazione dei contagi. Secondo noi - viene detto - siamo in presenza di una strategia di Stellantis atta a mettere in difficoltà gli stabilimenti italiani. Se il mix produttivo di Sevel - è la domanda - vede ormai da mesi un’alta produzione di furgoni a marchio Psa, relegando il Ducato a percentuali bassissime, come è possibile non avere i motori? E' cattiva programmazione o Stellantis dà priorità alle forniture verso altri siti?"

Il sindacato rimarca che c'è confusione. "Non è possibile - sottolinea in una nota - programmare sabati in straordinario e dopo qualche ora comunicare fermi produttivi. E' ormai evidente che la linea di comando sta cambiando. Sempre più responsabili graditi a Psa prendono le redini delle fabbriche italiane e, in questo contesto, non è accettabile il disorientamento che stanno subendo i lavoratori. Sappiamo che in Polonia a partire da aprile si avvierà la produzione di furgoni in prevalenza marchio Psa. Anche in Italia, da mesi si realizzano furgoni Psa. Sarà una coincidenza, ma non possiamo continuare a credere che tutto ciò sia la conseguenza esclusiva della difficoltà di reperire una centralina necessaria per il Ducato".

"L’anno scorso - prosegue Fiom - l’azienda ha fatto una scelta precisa, rimandando a casa i lavoratori con contratto di somministrazione. Poi sono iniziate a girare voci che da gennaio la situazione sarebbe tornata... normale: riassunzioni e aumento delle turnazioni. Oggi, come è evidente, siamo in presenza di una realtà che non è in condizioni di pianificare la propria attività, che propone contratti di assunzione di quattro settimane trovando difficoltà a reperire le disponibilità nel nostro territorio e che si sta accingendo a far ricorso a trasfertisti e a somministrati fuori dall'Abruzzo. Si inseguono soluzioni tampone per fronteggiare la difficoltà di programmazione". Faccenda ingarbugliata che "non riguarda solo Sevel ma tutto l’indotto che, obtorto collo, è costretto ad inseguire un’azienda che naviga a vista, con la conseguenza di avere ripercussioni negative a livello organizzativo e occupazionale senza averne colpa".

"L’anno scorso sui giornali - viene aggiunto - qualche organizzazione sindacale dichiarava che ci sarebbe stato il primo sciopero in Stellantis. Per giorni questa notizia ha girato l’Italia, poi lo sciopero non c’è mai stato. Successivamente si diceva che a gennaio sarebbero tornati trasfertisti e interinali, che non ci sono. Si minimizza sullo stabilimento di Gliwice, che partirà ad aprile, aprendo una competizione senza precedenti. Ora si cerca di tranquillizzare i dipendenti con il premio di risultato senza tenere conto che la parte legata all’efficienza non rende giustizia alle saturazioni raggiunte nelle postazioni. In questo contesto il Governo non sta dando la giusta importanza al settore automotive. Riteniamo sia necessario aprire un serio confronto tra le istituzioni, le parti sociali e Stellantis, con la Regione Abruzzo attivare accordi di programma che aiutino le imprese di fornitura come sta accadendo con la Regione Lazio. Sono necessarie azioni unitarie per chiedere investimenti, stabilizzazioni e assunzioni. Convocheremo le assemblee e insieme ai lavoratori decideremo i percorsi per contrastare un’organizzazione caotica e per garantire prospettive future".  08 feb. 2022

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