Sevel in picchiata: - 37 per cento di produzione per la mancanza di semiconduttori

Sevel giù in picchiata. La produzione nello stabilimento di Atessa (Ch) fa registrare una delle peggiori performance della sua storia. 

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Lo dicono i dati della produzione, di Stellantis Italia, riguardanti i primi sei mesi del 2022, che segnano un dato ancora negativo, pari, complessivamente, ad un -13,7% rispetto al 2021. Nello specifico nel primo semestre di quest'anno sono stati realizzati, tra autovetture e furgoni commerciali, 351.890 mezzi contro i 407.666 del 2021. La produzione di autovetture, pari a 248.990, segna un seppur minima crescita +2,1%, mentre quello relativo ai veicoli commerciali mostra una pesante riduzione, dovuta a Sevel. 

La produzione dei furgoni, in Val di Sangro, si ferma a quota 102.900 unità, con un risultato negativo rispetto al 2021 del - 37,2% dato che erano stati prodotti 163.780 veicoli. La situazione è tale che Sevel è l’unica fabbrica al di sotto anche del periodo Covid del 2020. I continui stop all'attività, provocati dalla mancanza di semiconduttori, con le lavorazioni bloccate anche per settimane, hanno condizionato il risultato. Nei primi sei mesi  i semiconduttori hanno cancellato 116 turni. 

Nel 2021, rispetto alle stime del mese di maggio, quando erano partiti i 18 turni, si sono persi circa 40.000 furgoni. "Tutto questo - fa presente Fim Cisl nazionale in un documento - ha impattato negativamente sui livelli occupazionali. L’azienda unilateralmente ha portato la turnistica a 15 con la fuoriuscita di oltre 1.000 lavoratori: circa 600 sono i quelli in somministrazione; ad essi vanno aggiunti i cassintegrati infragruppo che erano in trasferta". C’è un numero importante di ordini, anche da multinazionali straniere, che non viene evaso "e soprattutto - prosegue il sindacato - il costo a carico dei lavoratori, per via dell’uso degli ammortizzatori sociali, diventa sempre più pesante".

Di recente è stato firmato un accordo con Toyota che "rappresenta una ulteriore potenzialità per il futuro di Sevel, oltre a quella che si è determinata dalla partenza nel mese di ottobre 2021 della produzione dei veicoli commerciali anche di Opel e Vauxall". La Fim Cisl ritiene "indispensabile che oltre alla tecnologia del Ducato elettrico si debba investire e sviluppare le motorizzazioni ad idrogeno, in modo che Sevel possa continuare ad avere la leadership nel settore". 

"Per noi comunque - si fa presente - rimane aperta la questione che dovrà essere verificata con attenzione circa gli equilibri interni al gruppo dopo la partenza della produzione in Polonia. Ribadiamo la necessità di avere la garanzia che la produzione dello stabilimento di Gliwice (gemello di Sevel) sia aggiuntiva e non sostitutiva di quella italiana". Il sindacato chiede che Stellantis "stabilizzi i lavoratori - i circa 280 in somministrazione ancora in forza in azienda -  e assuma l’impegno a recuperare gli oltre 650 a cui è stato interrotto il contratto nel corso del 2021 a seguito della carenza di semiconduttori". 04 lug. 2022

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