Scoppio alla ex Esplodenti Sabino di Casalbordino. Protesta davanti all'azienda: 'Basta sangue'
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Sciopero e manifestazione di protesta questa mattina davanti allo stabilimento ex Esplodenti Sabino di Casalbordino (Ch), proclamati dall’Usb dopo l’incidente mortale che si è verificato, lo scorso 9 luglio, nell’impianto di contrada Termine. 

A seguito di uno scoppio è morto Carlo Piscopo, un caporeparto di 59 anni di Casalbordino. Ferito invece un altro operaio.

Il sindacato ha chiamato alla mobilitazione i lavoratori del settore privato della provincia di Chieti per chiedere maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro e denunciare quella che definisce una situazione ormai insostenibile nello stabilimento, dove negli ultimi anni, dal dicembre 2020, si sono registrate tre esplosioni con sette vittime complessive.

Durante il presidio davanti ai cancelli dell’azienda, l’Usb ha ricordato Piscopo, deceduto nell’ultima deflagrazione, esprimendo vicinanza alla famiglia e chiedendo che vengano accertate tutte le responsabilità sull’accaduto.

La protesta si è concentrata anche sul futuro del sito produttivo, passato dalla storica Esplodenti Sabino alla Arca Defence Italy, società attiva nel settore della difesa. Per l'Usb l’attenzione alla sicurezza dei lavoratori deve tornare centrale e non può essere subordinata alle esigenze produttive.

“Le parole di cordoglio non bastano più”, è il messaggio lanciato dal sindacato autonomo, che torna a chiedere interventi concreti e il riconoscimento del reato di omicidio sul lavoro attraverso la proposta di legge sostenuta dall’organizzazione. 13 lug. 2026

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