Coronavirus. Fiom proclama stato agitazione in tutte le fabbriche di Abruzzo e Molise

Linea dura, causa Covid 19, da parte della Fiom Abruzzo e Molise che proclama lo stato di agitazione in tutti gli stabilimenti metalmeccanici delle due regioni.

"Il decreto della Presidenza del Consiglio dell’11 marzo scorso, - scrive il sindacato - ha stabilito il blocco di molte attività, eccetto quelle essenziali. Ma ha lasciato libero arbitrio alle aziende produttive sulle chiusure per gestire l’emergenza Coronavirus. Una scelta inconcepibile - viene fatto presente - che mette a rischio decine di migliaia di lavoratori e propri familiari. In questo contesto assistiamo al fatto che alcune imprese, responsabilmente, gestiscono la situazione fermando le attività; altre, prese dalla confusione, adottano misure nella speranza che possano salvare le attività e la salute dei dipendenti; altre ancora lasciano al caso la gestione della sicurezza e vanno avanti come se nulla fosse. Infine, ci sono tantissime aziende non sindacalizzate dalle quali nessuno avrà mai nessun riscontro".

"In questo contesto, dove il Governo allarga la cassa integrazione ma dimentica di impedire i licenziamenti", Fiom Abruzzo Molise, "consapevole della situazione complicata che si è creata negli stabilimenti metalmeccanici, "chiede alle istituzioni tutte, Governo, Regione Abruzzo, Regione Molise di agire per la tutela della salute di quei lavoratori che non possono fermarsi per la delicatezza dell'attività svolta, attraverso rigorosissimi controlli e disposizioni di sicurezza e per tutti gli altri di dare l’indicazione di stopparsi per ragioni di emergenza sanitaria".

"Sui media - viene aggiunto - in queste ultime ore è sempre più forte il grido d’allarme. Siamo in difficoltà. Abbiamo tutti il dovere di contenere il virus!"

Fiom chiede "una moratoria sui licenziamenti e che vengano utilizzati gli ammortizzatori sociali". Chiede agli organi competenti (Asl, carabinieri, prefetture e Regioni) di effettuare i sopralluoghi nelle aziende per verificare se vengono rispettate le norme imposte in questi giorni. E proclama, per tutte le ragioni evidenziate, lo stato di agitazione.

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