Coronavirus. 'Maschera da snorkeling per lavorare...': dottoressa di Fossacesia in Lombardia racconta
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Svolge la sua professione in Lombardia. E, come molti suoi colleghi, è ora in prima linea nella cura dei pazienti contagiati dal Coronavirus.
 
Maria Pia Taddeo è un medico di base, originaria di Fossacesia (Ch), dove attualmente ad aspettarla ci sono i suoi anziani genitori, mamma Adele e papà Vincenzo. Laureata a Roma ed emigrata in Valtellina nel 1992, ha lavorato per 10 anni con il 118.
 
Lei si racconta e si sofferma soprattutto sulle difficoltà che ci sono nel reperire dispositivi di protezione  individuali, come mascherine, guanti... Purtroppo l’elenco dei medici morti nel corso dell’epidemia di Covid-19 si allunga ogni giorno come aumenta il dato ufficiale degli operatori sanitari contagiati.
 
Lei sta a Talamona, in provincia di Sondrio, in Valtellina, in un centro con 4.676 abitanti. Polo Covid 19 è l'ex sanatorio di Sondolo, dopo la guerra eccellenza per cura della tubercolosi e ora dstinato a centro per contagiati. Nella regione, come noto, è altissimo il numero degli infettati, c'è la peggiore situazione d'Italia, e la dottoressa abruzzese prova  momenti di angoscia perché teme per la sua salute e di quella dei suoi pazienti.
 
"Da più di un mese  –racconta - stiamo gestendo l'emergenza Coronavirus, ma è un delirio. Abbiamo  mascherine con contagocce  guanti, e camici pochissimi e allora ci si inventa di tutto. Sabato, sono andata a recuperare quattro tute, di quelle che usano gli imbianchini ed occhialoni di plastica. Io ho riciclato la maschera da snorkeling!! I nostri ambulatori sono chiusi al pubblico, e i pazienti per una consulenza debbono chiamarci, perché operiamo solo per via telefono. Ma non tutti comprendono: i telefono sono tipo call center  e la gente è spaventata. Non  ci sono dispositivi di protezione, non ci sono dottori a sufficienza e, come al solito la responsabilità ricade su di noi. Ma la nostra vera forza è che noi conosciamo le famiglie: entriamo in casa della gente nei momenti di gioia e di dolore, e loro ci  si affidano a noi. Siamo dottori di famiglia, tanto che il vescovo di Bergamo, ha dato ai medici ospedalieri e a quelli del territorio la possibilità di essere di supporto ai malati gravi nelle ultime ore di vita".
 
Una "visita" tipo... "Chiediamo ai pazienti di  mandarci  foto su WhatsApp  e inoltriamo tramite WhatsApp ricette che il paziente ritira direttamente in farmacia... In caso di necessità - afferma -  occorre aguzzare l'ingegno. E poi - conclude - servono abnegazione e pazienza, che è un albero che ha delle radici molto amare ma da frutti molto dolci!" Come il regalo che ha trovato  appeso al suo cancello... Un pacco accompagnato da un messaggio: "Pasta al forno vegetale da riscaldare o congelare, fatta con quel poco che avevamo in casa". Un pensiero fatto col cuore... 
 
Linda Caravaggio
 
@RIPRODUZIONE VIETATA
 
Nelle foto Maria Pia Taddeo
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