I fratelli Totani chiudono la quinta Dakar

L'impresa dei fratelli Silvio e Tito Totani alla Dakar 2026 si è conclusa con un risultato che va oltre la semplice classifica sportiva, trasformandosi in una prova di resilienza assoluta. Dopo aver attraversato l'Arabia Saudita per dodici tappe massacranti, l'equipaggio aquilano è riuscito a portare il buggy "MonnaLisa" sul podio di Yanbu proprio nel giorno in cui la loro città natale celebrava l'investitura a Capitale Italiana della Cultura.

Nonostante una serie di guasti tecnici che avrebbero messo fuori gioco molti altri equipaggi, i fratelli Totani hanno chiuso la gara con un prestigioso settimo posto nella categoria delle due ruote motrici. Nella classifica generale riservata alle auto (Ultimate), si sono posizionati al quarantacinquesimo posto, mentre nella graduatoria assoluta che comprende tutti i mezzi in gara si sono assestati all'ottantesimo piazzamento. Il dato più significativo resta però la loro costanza: in un'edizione che ha visto moltissimi ritiri, loro sono riusciti a completare ogni chilometro del percorso, nonostante tappe corse interamente nella polvere delle retrovie a causa di problemi alla pompa della benzina.

Al termine dell'ultima speciale, le dichiarazioni dei due fratelli hanno restituito il senso di una sfida vinta più contro le avversità che contro il cronometro. Silvio Totani, al volante del buggy, ha descritto con realismo la durezza delle ultime fasi di gara, ricordando come la situazione fosse diventata caotica a causa degli incidenti e della polvere. Ha spiegato che, di fronte al rischio di compromettere tutto a pochi chilometri dalla fine, la scelta è stata quella di gestire la posizione, scherzando sul fatto che, a causa dei limitatori elettronici attivatisi per proteggere il motore, sembrava quasi di essere tornati alla guida dei loro vecchi fuoristrada storici.

Tito Totani, nel suo ruolo di navigatore, ha invece voluto porre l'accento sulla dimensione etica della Dakar. Ha dichiarato che la vera natura di questa corsa non è il sorpasso, ma il confronto diretto con il deserto. Tito ha ricordato con orgoglio i momenti in cui hanno scelto di fermarsi per prestare soccorso ad altri concorrenti in difficoltà, ribadendo che in certi frangenti il tempo di gara passa in secondo piano rispetto alla solidarietà tra piloti. Per loro, tagliare il traguardo è stata la conferma di un lavoro di squadra durato un intero anno, portando con successo i colori dell'Aquila davanti agli occhi del mondo. 19 genn. 2026

URANIO UCCI

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