
LANCIANO 3 FUCENSE TRASACCO 0
Chiudete gli occhi e ascoltate. È il rumore di 3.000 cuori che battono all’unisono, è il grido di una città che si riprende il suo posto nel mondo. Non è stata solo una partita di calcio; è stata la fine di un esilio. Il Lanciano FC di Mister Pierantoni schianta 3-0 la Fucense Trasacco e, grazie al crollo della Curi Angolana, si riprende la Serie D con un turno d'anticipo.
L’atmosfera al "Guido Biondi" è elettrica, quasi densa. Uno striscione in Curva detta la linea: “Nel tuo mito si radica la nostra storia, osa per la gloria”. E i ragazzi di Pierantoni non se lo fanno ripetere.
Pronti, via. Passano solo 120 secondi e il boato rompe il cielo di Lanciano: mischia furibonda su calcio d'angolo, Capitan Verna ci mette l’anima e il corpo, spingendo il pallone oltre la linea bianca. È 1-0. Il "Biondi" è una polveriera pronta a esplodere.
Ma la vera magia accade tra gli spalti. È come tornare ai tempi delle radioline: migliaia di dita frenetiche scorrono i social, le orecchie sono tese verso i risultati degli altri campi. La notizia arriva come un fulmine: "La Torrese è in vantaggio sulla Curi!". La realtà supera la fantasia.
Mentre il Lanciano spreca e soffre, ci pensa D'Eramo a scacciare i fantasmi allo scadere del primo tempo: un pallonetto che sembra disegnato da un architetto, una traiettoria divina, sporcata dalla deviazione di Brusca, che scavalca Brassetti e si insacca. 2-0. La Serie D è lì, a portata di mano.
La ripresa è una lenta, dolcissima attesa. Dalla provincia arrivano notizie incredibili: la Torrese dilaga, ne segna altri due. Sugli spalti scoppia l’apoteosi, la gente piange, si abbraccia prima ancora del fischio finale. Al 30’ del secondo tempo, arriva la firma del destino: Santirocco scarica in rete il 3-0, il gol che suggella una stagione perfetta.
Il gol della Curi che accorcia le distanze nel finale? Una semplice virgola in un poema già scritto.
Nessuno li dava per favoriti. Nessuno credeva che questa squadra, costruita con umiltà e grinta, potesse prendersi il trono così in fretta. Eppure, gara dopo gara, il Lanciano ha dimostrato che il valore non si compra, si conquista.
Al triplice fischio, l'urlo del "Biondi" non è stato solo un festeggiamento, ma una liberazione. Il Lanciano è tornato. E questa volta, la gloria ha il sapore del sangue e del sudore rossonero. 19 apr 2026
URANIO UCCI
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