Lanciano. Locali chiusi alle 18, Comune toglie Ztl. Manifestazione di protesta contro restrizioni anti-Covid
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La chiusura alle 18, imposta da Conte e dalla sua maggioranza, di ristoranti, bar, pizzerie e pasticcerie, induce il Comune di Lanciano a sospendere tutte le Ztl (Zone a traffico imitato) di Lanciano (Ch).

Il provvedimento entrerà in vigore a mezzanotte e un minuto del 29 ottobre e resterà in vigore fino alle 23.59 del 24 novembre prossimo, "salvo ulteriori proroghe che saranno tempestivamente comunicate".

Inoltre, c'è la proroga dell'esonero del pagamento della Tosap per maggiori o nuove occupazioni di suolo pubblico da parte degli esercizi pubblici fino al 31 dicembre, come disposto dal Governo. E il sindaco, Mario Pupillo, ha prorogato con ordinanza la chiusura dei distributori automatici di alimenti e bevande su tutto il territorio comunale dalle 21 alle 6 fino al 24 novembre. 

"Lo stop alla Ztl - dice l'assessore al Commercio, Patrizia Bomba - va nella direzione di favorire le attività che dovranno fare a meno di aprire i propri locali a cena e puntare maggiormente su asporto e consegna a domicilio fino alle 24. Nel rispetto delle norme e delle misure utili a contenere il contagio da coronavirus con le tre semplici regole del distanziamento fisico di almeno 1 metro, della mascherina obbligatoria sia al chiuso che all'aperto e l'igiene frequente delle mani, invitiamo la cittadinanza a scegliere le tante proposte enogastronomiche dei locali della nostra città". 

E le restrizioni dell'ultimo Dpcm, fanno salire i malumori. Per giovedì, 29 novembre, alle 11, in Piazza Plebiscito, è prevista una manifestazione da parte di titolari di palestre e del mondo sportivo. Già ieri si è registrata la protesta di Vincenzo Di Rado, 49 anni, titolare della palestra "Sport e fitness" di Castel Frentano. L'imprenditore si è appeso al collo il cartello "Chiuso per ignoranza. Basta", con i due polsi incatenati a un paletto d’acciaio davanti alla sua attività. "Una protesta pacifica e civile contro la scelta del Governo – spiega -. Lavoro da decenni nello sport e ora ho deciso di reagire. Il nostro settore non è meno importante di altri. E' sbagliato quello che hanno stabilito, visto che abbiamo fatto e speso tanto per adeguarci alle norme. Per la seconda fase si doveva prevenire. In tutte le palestre i clienti hanno fatto selezione naturale al 50 per cento. Cosi non va. La gente circola e si contagia, però pagano sempre le stesse categorie – prosegue -. O ci si ferma tutti o nessuno. I buoni promessi offendono la dignità e ti fanno prendere il pane oggi. Se non si è in grado di garantire tutti, il Governo si fermi".  27 ott. 2020

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Di Rado nella foto di Andrea Franco Colacioppo

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