Vasto. Resort con 52 casotti prefabbricati tra la riserva e la Via Verde. Forum H2O attacca

Un resort diffuso, composto da 52 unità abitative, complete di parcheggio privato, deck esterno, piccole piscine e giardini di pertinenza: è questo il progetto presentato da una società privata per l’area compresa tra la riserva naturale regionale di Punta Aderci e strada Torre Sinello, lungo la Via Verde dei Trabocchi. Un intervento che interessa quasi quattro ettari di terreni oggi occupati da vigneti, incolti e vegetazione spontanea.  Prevista anche la realizzazione di una area wellness a servizio della struttura.

Ma il progetto viene contestato dal Forum Acqua Abruzzo. 

Secondo la documentazione depositata, i casotti avranno un’altezza di 3,5 metri, mentre gli edifici di supporto supereranno i 4 metri e mezzo. Il totale delle aree di nuova realizzazione — fra prefabbricati, parcheggi, percorsi e strutture di servizio — raggiunge i 13.720 metri quadrati, "smentendo le rassicurazioni di alcuni amministratori comunali - - dice l'associazione - secondo i quali l’intervento si sarebbe limitato al recupero degli edifici già esistenti".

Una parte del resort dentro la riserva naturalistica

E' proprio analizzando le tavole progettuali che il Forum H2O ha riscontrato la prima criticità: almeno dieci prefabbricati  ricadono direttamente all’interno del perimetro della riserva, in zona protetta dunque

"Per verificarlo bastava riportare il confine ufficiale della riserva sulle planimetrie depositate dal privato", spiega Augusto De Sanctis, del Forum. "Sorprende che il proponente non abbia inserito questo elemento, nonostante la sua rilevanza per la valutazione del progetto".

"Procedura scorretta, serve Valutazione di impatto ambientale"

La contestazione centrale del Forum riguarda però la procedura autorizzativa. Il Comune di Vasto ha avviato soltanto una verifica di assoggettabilità a Vas, rivolta ai soli enti pubblici e uno screening di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), privo di fase pubblica.

Procedimenti ritenuti insufficienti.

Secondo la normativa vigente, infatti, un progetto di questo tipo deve essere sottoposto a Valutazione di impatto ambientale (Via), che comprende una fase pubblica per osservazioni e contributi. "Questa procedura obbligatoria — denuncia il Forum — è stata completamente omessa".

L’associazione è venuta a conoscenza del progetto solo leggendo l’ordine del giorno del Comitato Via regionale del 13 novembre, nel quale l’intervento figura tra quelli da esaminare. A quel punto ha inviato una segnalazione formale alla Regione chiedendo l’attivazione della procedura completa, ritenuta imprescindibile.

Rischio di snaturamento della Via Verde

Il Forum sottolinea inoltre il rischio di aggravare una pressione antropica già oggi ritenuta "insostenibile". "Lungo la Via Verde — afferma l'associazione — si continua ad aggiungere costruzioni vista mare. Così il percorso naturalistico rischia di trasformarsi in un serpentone di strutture che compromettono la naturalità del contesto e la percezione del paesaggio costiero".

La polemica sui dati e "sviste" nella documentazione

A complicare il quadro c’è anche l’allarme sul consumo di suolo nel Comune di Vasto: secondo l’ultimo rapporto Ispra, il territorio urbanizzato ha raggiunto il 14,92% della superficie comunale, contro il 7% della media nazionale e il 5% di quella regionale. Dal 2017 al 2024 — cioè nelle due amministrazioni del sindaco Francesco Menna — il consumo netto di suolo è aumentato di 26,64 ettari, pari a circa 30 campi da calcio.

"Con questi numeri — osserva Augusto De Sanctis del Forum H2O — è chiaro perché si sostenga un progetto come quello dei 52 prefabbricati. Ma il territorio ha già dato".

Infine, l’associazione segnala una curiosità nella documentazione: un passaggio in cui, anziché il Piano Regolatore di Vasto, viene citato quello di Fossacesia. "Forse un copia-incolla sfuggito - commenta ironicamente il Forum -, "ma su progetti così delicati bisognerebbe prestare un po’ più di attenzione".

Per il Forum, "qualsiasi valutazione ambientale — incluso il progetto del resort — dovrebbe tenere conto dell’effetto cumulo degli interventi" che contribuiscono a ridurre la permeabilità dei suoli, ad aumentare il rischio idraulico e frammentare ulteriormente gli ecosistemi. 18 nov. 2025

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