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Juan Carrito, giovane esemplare di orso bruno marsicano, tra i più popolari e amati d'Abruzzo, è arrivato nell’area faunistica di Palena (Ch). La cattura, effettuata dal Parco Nazionale della Maiella a supporto della Regione Abruzzo e in collaborazione con i carabinieri forestali, "ha determinato - dice il Parco - la chiusura di una fase emergenziale che aveva reso necessaria l’allontanamento dell’orso dal centro abitato di Roccaraso (Aq)".

Carrito sarà ora "sarà osservato e monitorato 24 ore al giorno grazie a un sistema di video-sorveglianza appositamente installato e non avrà nessun contatto con le persone poiché l’area sarà interdetta alla fruizione e accessibile soltanto dagli addetti ai lavori per i necessari rifornimenti di cibo. L’Ente Parco ribadisce che la permanenza dell’orso presso questa struttura "è temporanea e limitata al tempo necessario per avere le condizioni idonee sul campo per effettuare gli interventi programmati per re-immettere l’orso in natura".

“L’intervento - dichiara Lucio Zazzara, presidente del Parco della Majella - era necessario per tutelare l’orso e allontanarlo da situazioni potenzialmente pericolose e in generale da un ambiente dove da troppo tempo si alimentava quasi esclusivamente di rifiuti. Adesso la priorità è lavorare per il suo ritorno in natura attuando tutti metodi possibili affinché ciò accada”. Luciano Di Martino, direttore del Parco della Maiella aggiunge che “ i nostri tecnici stanno già predisponendo la fase che seguirà a questa temporanea captivazione”.

Carrito, catalogato come orso M20, è uno dei quattro della famosa cucciolata di Amarena e ha trascorso molto del suo tempo tra Roccaraso e Villalago. "Da tempo radiocollarato, - scrive il Wwf - era stato già catturato lo scorso dicembre e rilasciato in montagna, ma dopo poco tempo era tornato a frequentare la località sciistica. Si è così deciso di catturare uno dei circa 60 orsi bruni marsicani rimasti al mondo e di portarlo temporaneamente - a quanto si legge nel parere Ispra – in un’area faunistica a Palena (Ch) dove sono già presenti tre femmine di orso di origine euro-asiatica. Nonostante il protocollo di gestione prevedesse un nuovo tentativo di cattura e rilascio in altro sito, gli enti competenti hanno deciso di procedere alla cattura e alla sua allocazione presso l’area faunistica a causa delle avverse condizioni meteo che non consentirebbero il rilascio in natura".

"Questa tappa, per quanto temporanea, rappresenta sicuramente segnale d’allarme per tutti coloro che hanno a cuore questa specie. Sono mancate proprio quelle attività gestionali e di prevenzione che si sarebbero dovute svolgere nelle aree interessate dalla presenza dell’orso, a partire da Roccaraso".

"La mancanza di misure di prevenzione basilari come i cassonetti anti-orso, il ripetuto abbandono di cibo in strada, il continuo rincorrere l’orso anche con cani a seguito… sono tutti comportamenti che da anni si raccomanda di evitare e che invece si sono ripetuti per mesi senza alcuna sanzione. A questo punto va innanzitutto garantito che questa fase di detenzione sia soltanto temporanea al fine di tentare, come stabilito dal protocollo, un nuovo rilascio in natura appena possibile. Inoltre è necessario che per il futuro si lavori con molta più convinzione sulla prevenzione, così come sulla repressione di quei comportamenti che mettono a rischio l’orso, ma anche l’uomo. Rischiare di perdere un giovane di orso marsicano, sottraendolo alla sua vita naturale per rinchiuderlo in un’area faunistica a causa di mancate azioni di prevenzione da parte degli enti competenti, a partire dai Comuni, è un atto gravissimo per la conservazione della specie.  

“L'orso o lo vogliamo o non lo vogliamo - dichiara Dante Caserta, vice presidente Wwf Italia -. Se diciamo di volerlo, allora dobbiamo fare di tutto perché possa frequentare in maniera sicura e naturale i nostri territori, senza farne un animale da circo attratto nei paesi affinché i turisti possano fotografarlo con i telefonini. Altrimenti significa che non lo vogliamo". Bisogna ricordare che stiamo parlando di una specie presente solo in questo territorio e che si stima conti appena una sessantina di individui: perderne anche solo uno sarebbe  un duro colpo alla  possibilità di salvezza dall’estinzione del nostro 'orso gentile'". 07 mar. 2022

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