Discariche veleni Bussi sul Tirino. 'Il ministero ripensi alla revoca dell'appalto o saranno denunce'

"Il ministero dell'Ambiente ci ripensi sulla revoca, perché c'è ancora una finestra aperta che consente di tornare indietro. In caso contrario andremo in Procura". Così Augusto De Sanctis, del Forum H2O, a Pescara, in merito alla revoca dell'appalto la bonifica dei siti 2A e 2B della mega discarica di veleni di Bussi sul Tirino (Pescara).

Le associazioni ambientaliste minacciano esposti. Nel febbraio del 2018 un consorzio di imprese si è aggiudicato la gara da 45 milioni di euro per rimuovere le scorie cancerogene seppellite per decenni sotto al paese. Nei sessanta giorni successivi, avrebbe dovuto procedere all’affidamento dei lavori ma sono passati anni e non l'ha mai fatto, nonostante le reiterate richieste e le diffide del Comune di Bussi.

Qualche settimana fa ha invece avviato le procedure per la revoca dell’appalto parlando di carenze progettuali. "Che in realtà non esistono – spiega De Sanctis –: l’impermeabilizzazione delle aree di stoccaggio temporaneo dei rifiuti era infatti prevista dall’inizio, i siti di smaltimento sono dettagliatamente elencati e l’analisi di rischio, con la procedura semplificata, non era richiesta". Quindi tutto a norma. "I documenti smentiscono le tesi assurde del ministero", viene sottolineato. 

 "La revoca aprirebbe il campo ad azioni risarcitorie milionarie e ritarderebbe le operazioni di bonifica di cinque o sei anni – viene evidenziato – . Invece esisteva un progetto già finanziato, che sarebbe potuto partire immediatamente e che avrebbe consentito allo Stato di rivalersi successivamente su chi ha inquinato". E cioè il colosso Edison, come stabilito dalla Provincia di Pescara e come confermato dalle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato. 

"Esistono una questione di slealtà istituzionale e una questione di legittimità - spiega De Sanctis - perché il ministero dell'Ambiente non può revocare unilateralmente l'appalto e invece ha inviato il preavviso unicamente alla società aggiudicataria, che peraltro ha del tempo per rispondere, ma in realtà avrebbe dovuto coinvolgere anche il Comune di Bussi e la Regione Abruzzo, con i quali ha firmato un accordo di programma proprio sulla gara e che dunque hanno diritto a partecipare con le loro osservazioni".

"Singolare - fa presente - che il ministero ci abbia scritto che non ha le carte relative all'appalto e che dunque abbia revocato una gara ammettendo di non essere in possesso dei relativi documenti. Ha pure già restituito i soldi al ministero dell'Economia, dimostrando di fatto un pregiudizio, dal momento che dopo il preavviso di revoca arrivano le contro-deduzioni e dunque avrebbe dovuto mantenersi dei margini per poter cambiare idea". In Procura, a Pescara, c'è già un fascicolo aperto per omessa bonifica.

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