
Un lungo e durissimo sfogo affidato ai social per rompere il silenzio e denunciare una violenza che, secondo quanto emerso, non sarebbe affatto un episodio isolato. Roberto Li., padre di un ragazzo disabile di 17 anni, di Silvi (Te) racconta in un video quanto successo al figlio.
L’uomo spiega di aver atteso dieci giorni prima di rendere pubblico l’accaduto, nel tentativo di non lasciarsi guidare dalla rabbia. Il ragazzo, dopo un lungo e faticoso percorso per conquistare una minima autonomia, avuta con sacrificio, e una propria socialità, - sottolinea il genitore - è stato aggredito ripetutamente, preso a calci e pugni, bastonato e gettato per due volte - la prima è riuscito ad uscire da solo, ma è stato spinto e scaraventato di nuovo - all’interno di un cassonetto dell’immondizia. Un episodio di estrema gravità, avvenuto in un contesto pubblico e alla presenza, secondo il racconto, anche di adulti che non sarebbero intervenuti.
Listorti sottolinea come le violenze fisiche sarebbero state precedute e accompagnate da vessazioni psicologiche quasi quotidiane, insulti, minacce e intimidazioni, tali da indurre il figlio a vivere nella paura e nel silenzio pur di non perdere quel piccolo spazio di libertà e relazioni. "Era disposto a subire di tutto – dice l'uomo – pur di non perdere quello che si era costruito con fatica, perché gli veniva fatto capire che parlare avrebbe significato ritorsioni".
"Non è infame chi chiede aiuto – tuona il padre – ma chi commette queste violenze". Nel video emerge anche l’amarezza per una società che tende a minimizzare episodi di questo tipo. "Queste non sono bravate – sottolinea – ma bullismo, una piaga che provoca danni profondi e duraturi, soprattutto a livello psicologico".
Listorti punta il dito contro quella che definisce una vera e propria cultura dell’omertà, che finisce per isolare le vittime e proteggere i carnefici. "Fa male sapere che c’erano persone adulte presenti e che nessuno è intervenuto – rimarca – anzi, a chi ha provato a fermare l’aggressione è stato detto di farsi i fatti propri". A quella persona, che ha avuto il coraggio di intervenire e di allertare le forze dell’ordine, viene rivolto un ringraziamento particolare: "Oggi intervenire è diventato un atto di coraggio, quando dovrebbe essere la normalità".
Sull’accaduto sono in corso indagini da parte delle autorità e il fascicolo è seguito dalla Procura per i Minorenni dell’Aquila, che ha avviato gli accertamenti del caso. Trattandosi di presunte violenze ai danni di una persona disabile e di minori, il procedimento procede d’ufficio.
Nel finale del suo intervento, Listorti lancia un appello affinché il fenomeno del bullismo venga affrontato con maggiore decisione, attraverso prevenzione, controlli e pene certe. "Il silenzio rende tutti complici – conclude – e io non voglio aspettare che queste storie finiscano in tragedia. Chi subisce non deve sentirsi colpevole: a sbagliare sono sempre e solo coloro che usano la violenza". 14 febbr. 2026
SERENA GIANNICO
@RIPRODUZIONE VIETATA