Omicidio ad Altino. I funerali di Gilda Di Giuseppe. 'Ma Alessandro non è un mostro'
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Il dolore per la drammatica fine della pensionata, il silenzio di un paese ancora incredulo e, insieme, l’invito a non lasciare spazio all’astio e al disprezzo.

E' stato un funerale attraversato da sentimenti profondi e difficili da tenere insieme quello celebrato ieri pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Santa Maria del Popolo, ad Altino (Ch). La comunità si è stretta alla famiglia di Gilda Di Giuseppe, 89enne, uccisa mercoledì sera, 5 agosto, nella sua abitazione di contrada Briccioli. Ma il pensiero è stato costantemente rivolto ad Alessandro Carminucci, il nipote di 26 anni della vittima accusato dell'omicidio dell'anziana. 

Una famiglia colpita da un nuovo lutto, e attorno  a cui si sono raccolti parenti, amici e tanti cittadini. 

Nell’omelia, il sacerdote ha ricordato la donna uccisa e ha invitato a non fermarsi all’orrore di quanto accaduto. Un richiamo a mettere da parte l’odio, pur senza ignorare la gravità di una morte così violenta, e a fare spazio alla speranza. Una speranza che, in questo momento, riguarda soprattutto Alessandro, che ha trucidato la nonna a colpi di martello e piccone.

Resta difficile spiegare a un gesto tanto feroce. E proprio su questo si concentra la difesa del giovane, che ha  una grave patologia psichiatrica contro cui combatte da tempo. La famiglia, attraverso il legale Luigi Toppeta, ha fatto sapere di non volerlo abbandonare. Il messaggio è netto: "Alessandro non deve essere lasciato solo, perché non è un mostro".

Alessandro Carminucci, intanto, si trova nel carcere di Villa Stanazzo, a Lanciano, dove si è svolta l’udienza di garanzia. Davanti al giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa e alla presenza del pubblico ministero Patrizia Foiera, il ragazzo ha fornito una ricostruzione frammentaria dei fatti. Sarebbe apparso incredulo e smarrito quando ha compreso, proprio durante l’interrogatorio, dalle parole del giudice, che la nonna non c’era più. Le sue risposte sarebbero state confuse, a tratti prive di logica.

Il quadro accusatorio, però, non è cambiato. Egli è accusato di omicidio volontario aggravato. Secondo la ricostruzione della difesa, la sera del delitto il giovane avrebbe attraversato un improvviso "blackout" mentale. Prima avrebbe tentato di togliersi la vita ai piani superiori della casa, armato di un coltello. Poi sarebbe sceso al piano inferiore, in uno stato di profonda alterazione, aggredendo e finendo l'anziana, lasciata in una pozza di sangue. Al termine dell’udienza, il gip ha convalidato la custodia cautelare in carcere richiesta dalla Procura, respingendo la richiesta del difensore Toppeta di trasferire il 26enne in una struttura sanitaria protetta. 10 ago. 2026

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