
Un’aggressione maturata in un contesto di droga, degenerata in un violento pestaggio e culminata nella morte di Riccardo Zappone, 29 anni. E' il quadro delineato dalla Procura di Pescara che ha portato all’esecuzione della misura degli arresti domiciliari nei confronti di tre uomini, di 61, 55 e 37 anni, indiziati del reato di lesioni gravi nei confronti del giovane, deceduto il 3 giugno 2025.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i fatti si sarebbero verificati al termine di un acceso litigio legato a questioni di stupefacenti. La discussione, nata per motivi riconducibili all’acquisto e al consumo di droga, sarebbe rapidamente degenerata fino a trasformarsi in un’aggressione violenta.
Riccardo Zappone sarebbe stato colpito dai tre in strada, in mezzo al traffico e alle auto, come dimostra un video, immagini della sorveglianza, diffuso dalla polizia: pugni e calci ripetuti, anche quando si trovava già a terra, gli avrebbero provocato lesioni interne e traumi multipli. E' stato colpito anche con una mazza. Le condizioni della vittima sono apparse da subito critiche. Trasportato in ospedale, Zappone è stato ricoverato in prognosi riservata, ma è deceduto nei giorni successivi. All'inizio si era pensato che era stato il taser usato dagli agenti, quando erano intervenuti per bloccarlo, a causarne la morte. Poi l'autopsia ha chiarito è stata conseguenza di una intossicazione acuta da cocaina, escludendo altre cause.
Le indagini si sono sviluppate attraverso l’ascolto di testimoni, l’analisi dei filmai disponibili e gli accertamenti medico-legali.
I tre indiziati, i fratelli Paolo e Angelo De Luca e Daniele Giorgini (genero di Angelo), sono stati individuati dal pm Gennaro Varone quali responsabili dell’aggressione e accusati inizialmente di omicidio preterintenzionale. Il magistrato ha quindi richiesto la misura cautelare in carcere poi rigettata dal gip Mariacarla Sacco.
Al rigetto è seguito il ricorso del pm al tribunale del Riesame dell’Aquila che ha disposto gli arresti domiciliari. La decisione del Riesame ha portato al ricorso alla Corte di Cassazione da parte della difesa (Gianluca Carlone per Paolo De Luca, Melania Navelli per Angelo De Luca e Daniele Giorgini), atto che ha bloccato la richiesta di domiciliari. Ricorso che è stato adesso rigettato, con gli arresti domiciliari che, dunque, sono scattati a seguire. 22 genn. 2026
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