Maltempo. Marsilio: 'Primi 15 milioni per stato emergenza nazionale'. Avanti nel Vastese i lavori sull'acquedotto spaccato dalla frana

Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per dodici mesi a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal 30 marzo 2026, hanno colpito anche l’Abruzzo.

"Si tratta - dice il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio - di un provvedimento importante, che destina al nostro territorio i primi 15 milioni di euro e che consentirà di attivare risorse e strumenti straordinari per affrontare le criticità aperte e accelerare gli interventi necessari nelle aree danneggiate". 

"Desidero - continua - ringraziare il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, per la tempestività con cui il Governo ha affrontato questa emergenza, dando una risposta concreta. Per l’Abruzzo, questo passaggio rappresenta un sostegno fondamentale alle comunità che stanno fronteggiando danni ingenti, disagi e interruzioni dei servizi essenziali. La Regione aveva già formalizzato la richiesta dello stato di emergenza nazionale dopo i gravi eventi meteorologici che hanno interessato il territorio tra il 31 marzo e il 3 aprile 2026, dichiarando contestualmente lo stato di emergenza regionale per sei mesi. Le precipitazioni intense e prolungate hanno provocato diffuse criticità idrogeologiche e idrauliche, allagamenti, frane, danni alle infrastrutture, agli edifici pubblici e privati e alla rete dei servizi essenziali".

Marsilio spiega anche di aver "avuto un confronto con il presidente della società Sasi, Nicola Scaricaciottoli, "in merito all’andamento dei lavori nell’area interessata dalla frana (vedi foto) di Roccaspinalveti (Ch)",  dove le piogge "incessanti e copiose dei giorni scorsi, hanno causato la rottura dell’acquedotto principale del Sinello, in località Acquaviva, con gravi disagi in numerosi centri del Vastese. "L’obiettivo condiviso - afferma il presidente - è procedere con la massima rapidità possibile, nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza, per restituire al più presto un servizio essenziale alle comunità coinvolte. La priorità resta quella di assicurare assistenza ai cittadini, sostenere i sindaci e gli amministratori locali e ripristinare nel più breve tempo possibile la piena funzionalità delle infrastrutture danneggiate".

Sul posto sono al lavoro diverse le squadre di operai e tecnici della Sasi, che non si sono fermate nemmeno a Pasqua, per un lavoro complesso che viene portato avanti in condizioni che restano tuttora difficili. Per il guasto, sono rimasti a secco 15 Comuni: Atessa (località Quercia Nera e Carapelle), Carpineto Sinello, Carunchio, Casalanguida, Celenza sul Trigno, Dogliola, Fresagrandinaria, Guilmi, Lentella, Liscia, Palmoli, Roccaspinalveti, San Giovanni Lipioni, Tornareccio e Tufillo.

“Sono in funzione attualmente 9 autobotti, quattro della Sasi e cinque “esterne” di cui una data dalla società Gran Sasso – precisa Scaricaciottoli che è stato chiamato anche dal prefetto di Chieti a cui ha rappresentato l’attuale situazione – stiamo cercando di contenere le difficoltà delle popolazioni rimaste senza acqua, rifornendo soprattutto con le autobotti anche se la condizione delle infrastrutture e della viabilità rallentano inevitabilmente le opere in corso. Resta fondamentale la collaborazione con i sindaci che ringrazio per la comprensione e ai quali rinnovo l’invito a farci sapere se ci sono situazioni particolarmente difficili che necessitano di soluzioni alternative. Non stiamo trascurando nessun aspetto ma si tratta – ribadisce – di un intervento lungo e molto complicato". Non è ancora possibile stabilire una data certa per quanto riguarda il completamento dell'opera "speriamo - conclude  Scaricaciottoli - di riuscire per il fine settimana a ripristinare l'erogazione della fornitura almeno per alcuni Comuni". 09 apr. 2026

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