
Non ce l’ha fatta. Ruggero Canocchi, giovanissimo rugbista dell'Aquila,16 anni a novembre, è morto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Salvatore, dove era stato ricoverato dopo il terribile incidente avvenuto, lunedì scorso, 14 settembre, sulla via Mausonia, nei pressi del centro sportivo "Arcobaleno".
La minicar che il ragazzo stava guidando è finita contro un albero con una violenza devastante. Un impatto che ha provocato gravissime lesioni interne e che, fin dai primi momenti, aveva fatto temere per la sua vita. Ruggero ha affrontato due interventi chirurgici, uno nella serata dell’incidente e un secondo nella mattinata successiva, nel disperato tentativo dei medici di arrestare le emorragie interne che avevano interessato fegato, intestino e reni.
Per ore familiari, amici, compagni di squadra e allenatori hanno continuato a sperare. Poi il cuore dell'adolescente ha smesso di battere.
"Ruggero ha lottato come un leone", raccontano quanti lo hanno conosciuto e hanno seguito con apprensione le sue condizioni. Una tenacia che aveva mostrato anche sul campo da rugby, dove giocava come mediano di mischia e ala con la Rugby Experience L’Aquila.
Lascia la mamma Raffaella, il papà Fabrizio, agente di polizia ed ex atleta delle Fiamme Oro, e la sorella Sofia.
"Dal primo all’ultimo giorno insieme. Addio Ruggero, riposa in pace", è il messaggio pubblicato sui social dalla Rugby Experience L’Aquila, accompagnato da un collage di immagini (vedi foto) che ripercorre gli anni vissuti dallo studente con la maglia della società.
Cordoglio dalla Federazione italiana rugby, dal presidente Andrea Duodo, dal Consiglio federale e da tutta la Federazione "vicini alla famiglia con un abbraccio". Una morte che ha colpito profondamente l’intero movimento della palla ovale, dove Ruggero era conosciuto e benvoluto e dove aveva iniziato a giocare fin da bambino, seguendo una passione trasmessa anche dal padre.
Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: "Non c'è contrasto più doloroso, e non c'è modo di darle un senso: una vita spezzata a quell'età è una ferita per tutta la città", dichiara il primo cittadino. Biondi ricordato anche il legame con il padre del ragazzo:" Conosco il papà, Fabrizio, da anni, conosco la sua dedizione di uomo dello Stato che ha scelto di servire e proteggere gli altri, e so che padre è". Nel suo messaggio il primo cittadino richiama anche i valori dello sport: "Quel ragazzo amava il rugby, uno sport che insegna a sostenersi, a rialzarsi insieme, a non lasciare mai indietro un compagno".
E quindi l’appello: "Oggi tocca a noi — ai suoi compagni di squadra e di scuola, ai suoi allenatori, alla sua città intera — fare ciò che quel campo gli aveva insegnato: stringerci attorno a chi resta e non lasciarlo solo".
Il pm Roberta D’Avolio ha disposto l'autopsia. Parallelamente proseguono gli accertamenti della polizia per ricostruire con precisione la dinamica dello schianto. Sono diverse, al momento, le ipotesi al vaglio degli investigatori: un improvviso malore, un colpo di sonno oppure la presenza di un animale sulla carreggiata.
Ai rilievi tecnici la responsabilità di capire cosa sia accaduto lungo la Mausonia. 16 sett. 2026
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