L'Aquila. Morto Giulio Petrilli: finì in carcere per banda armata ma si trattò di errore giudiziario

E’ morto all’ospedale di Avezzano (Aq) dove era stato ricoverato nei giorni scorsi per una embolia polmonare.

Giulio Petrilli, 64 anni, nato ad Ortona dei Marsi (Aq) e residente a L'Aquila, non ce l'ha fatta.

Ex dirigente di Rifondazione Comunista, nel 1980, quando aveva vent'anni, fu accusato dalla magistratura di essere uno dei capi di Prima Linea e fu arrestato con l'accusa di "banda armata". Per cui fu condannato a sei anni di reclusione, che scontò tutti, e sottoposto a regime carcerario duro, come il 41 bis. 

Ma si trattò di un errore giudiziario e nel 1986, la Corte d'Appello di Milano lo aveva assolto. A seguire, nel 1989, anche la Cassazione aveva confermato l'estraneità ai fatti contestati.

Da quel momento ha combattuto per ottenere il giusto risarcimento, mai avuto dallo Stato. 

Il cordoglio del sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi: “Ho appreso con dolore della scomparsa di Giulio Petrilli. La sua vicenda umana e politica rappresenta una ferita mai rimarginata. Ne ho sempre apprezzato l’onestà intellettuale e rispettatone l’impegno politico e civico. Ricordo - aggiunge - quando, nel dicembre 2022, scrissi al ministro della Giustizia Carlo Nordio, per sottoporgli il caso di Giulio, vittima di un errore giudiziario", ripercorre il primo cittadino. "Prima di allora, fu il Consiglio comunale dell'Aquila, nel 2015 e nel 2018, ad approvare due ordini del giorno per sostenere la sua battaglia. Ai suoi cari e a quanti gli hanno voluto bene rivolgo un sincero cordoglio, a nome della municipalità e mio personale", conclude il primo cittadino.

"Ho sperato fino all’ultimo che la tempra e la determinazione che ha dimostrato per tutta la vita gli facessero vincere anche questa battaglia. Mi rattrista profondamente apprendere della sua scomparsa": dichiara Michele Fina, senatore e tesoriere nazionale del Partito Democratico, che sottolinea: “Giulio era uomo di sinistra, battagliero, dagli ideali incrollabili. Grazie alla sua passione e alla sua forza di volontà era riuscito a fare della sua sfortunata esperienza personale uno stimolo per un’istanza generale, quella di vedere riconosciuta l’ingiusta detenzione. Sono stato partecipe di questa battaglia anche nell’ultimo periodo con un’interrogazione rivolta al ministro della Giustizia assieme alla senatrice Cucchi e ai senatori De Cristofaro e Magni. Purtroppo Giulio scompare prematuramente prima di vedere affermati i suoi sacrosanti diritti. E questo è un dolore nel dolore".

Il Partito democratico dell’Aquila afferma: "Compagno di tante battaglie, era un rivoluzionario dall’animo nobile. Pur avendo conosciuto la sofferenza, non ha mai perso la gentilezza. E mai si è arreso all’ingiustizia, continuando a battersi per la verità e per i diritti dei più fragili. A vent’anni, fu rinchiuso in carcere con la falsa accusa di essere uno dei capi di Prima Linea: restò in cella sei anni per banda armata, fino a quando tutte le accuse vennero smontate e la Corte d’Appello di Milano lo assolse, con sentenza confermata in Cassazione. Da allora, è diventato un punto di riferimento a livello nazionale per tutti coloro che hanno patito il carcere senza colpa. Non è riuscito ad avere giustizia per sé, ma la sua battaglia continuerà ad essere la nostra. Giulio era un sognatore, un compagno generoso: mai ha fatto mancare il suo illuminato impegno politico e civico. Mancherà tremendamente alla nostra città. Addio compagno Giulio, non ti dimenticheremo".  29 set. 2023

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