Per un pugno maledetto... Morto Diomede Barchiesi. E' finita nel peggiore dei modi
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Devastanti le emorragie al capo. Non sono bastati due interventi chirurgici. Nella mattinata di oggi è stata dichiarata la morte cerebrale e nel pomeriggio, dopo circa sei ore di osservazione, sono stati staccati i macchinari che ancora lo tenevano in vita. 

Intorno alle 18 la Asl di Pescara ha comunicato il decesso, esprimendo "vicinanza ai familiari in questo momento di profondo dolore".

E' finita nel peggiore dei modi. Un pugno maledetto ha ucciso Diomede Barchiesi, 50 anni, operaio ex Sevel, originario di Altino (Ch) e residente a Lanciano (Ch), padre di tre figli adolescenti, ciclista appassionato. Il decesso oggi all'ospedale di Pescara, dove era ricoverato dall'alba dello scorso 9 agosto. 

La tragedia si è consumata nella notte tra sabato e domenica, erano circa le 4.10, sul lungomare di Fossacesia (Ch). Un dramma scaturito da una zuffa tra giovanissimi.

Tutto sarebbe iniziato con gruppetti in lite in un parcheggio del centro costiero, fuori dai locali della movida ormai chiusi. Tra urla, spintoni e strattoni, la situazione è rapidamente degenerata.

Tra i giovani presenti c’erano anche due figli di Barchiesi. Lui e la moglie non erano distanti, dato che avevano deciso di trascorrere la notte nel camper posteggiato nei paraggi, nell'apposita area.

A far scattare l’allarme sarebbe stata la figlia sedicenne della coppia, che avrebbe allertato la madre. La donna, Anna Maria Di Caro, sentendo le grida provenire dal parcheggio e chiamata dalla figlia, ha svegliato il marito. Insieme si sono precipitati sul posto. 

La baruffa c'era già stata. Barchiesi avrebbe cercato di capire cosa fosse accaduto e di chiedere spiegazioni, anche a muso duro. A quel punto un ragazzo di Fossacesia, 19 anni da compiere, M.M., che pratica arti marziali e boxe, gli ha sferrato il pugno che lo ha condannato, segnando la fine dei suoi giorni.

Un colpo violentissimo. Barchiesi è crollato a terra sbattendo la testa sull’asfalto. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati sul posto, le sue condizioni sono apparse disperate. L’uomo non respirava autonomamente ed è stato sottoposto alle prime manovre salvavita prima del trasferimento d’urgenza all’ospedale di Pescara in ambulanza. E' stato intubato.

Nei giorni successivi i medici hanno tentato il possibile. Due delicate operazioni per ridurre le masse ematiche che si sono formate non sono però servite. Una estenuante lotta per la vita...

La posizione del ragazzo che ha dato il pugno, dopo la morte di Barchiesi, è destinata a peggiorare. L'accusa di lesioni gravi, finora contestata, potrebbe divenire omicidio preterintenzionale. La Procura della Repubblica di Lanciano coordina le indagini, con il sostituto Elena Belvederesi, che ha anche effettuato un sopralluogo al Neurochirurgico.

I carabinieri di Fossacesia e Ortona stanno raccogliendo le testimonianze dei presenti e hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che non mostrano granché. Le registrazioni saranno confrontate comunque con le deposizioni per ricostruire con precisione ogni fase della vicenda. Oggi sono stati sentiti i figli e la moglie della vittima. 

Tra i numerosi messaggi di vicinanza quello del sindacalista Cisl, Andrea Mascitti: "Non ti ha mai fermato nulla, solo il freddo di Aielli (Aq) perchè sei secco come no spino... quanto mi facevi inc@@zzare quando mi sorpassavi cantando... Ma questa volta ti ci hanno piantato un muro sulla salita piu dura... ciao fratelli'... ci siamo divertiti tanto... allenati che quando arrivo io sarò più leggero".

Gli amici della società Ciclistica L’Aquila avevano invece detto: "Siamo tutti con te, la tua forza è più grande di qualsiasi ostacolo. Non smettere di lottare". Non ce l'ha fatta, Diomede. Ha lottato, ma non ce l'ha fatta. 14 ago. 2026

SERENA GIANNICO

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