Coronavirus. Ospedale Lanciano e medici infetti. Parte la denuncia ai carabinieri

Finisce dai carabinieri e, quindi, in Procura, il "travaglio" a cui è sottoposto, in questi giorni, il personale dell'ospedale "Renzetti", dove ci sono medici, infermieri, ausiliari e operatori socio-sanitari infettati da Coronavirus. E costretti a lavorare senza adeguate protezioni, come mascherine idonee.

A presentare l'esposto in caserma a Lanciano (Ch) è stato il consigliere regionale pentastellato e vice presidente della commissione Sanità della Regione, Francesco Taglieri, che contestualmente ha inviato un'interpellanza al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri.

Taglieri, alle forze dell'ordine e alla magistratura, chiede "che vengano svolti gli accertamenti del caso tendenti ad appurare la realtà dei fatti e la sussistenza di violazioni di carattere penale che, in pratica, si concretizzano nella palese violazione del decreto legislativo 81 del 2008 nella parte in cui fa riferimento "all'esposizione di agenti bilogici sul luogo di lavoro sancendo una serie di obblighi inderogabili successivi alla valutazione del rischio...". Il rappresentante dei 5Stelle, in particolare, fa presente che l'articolo 272 obbliga il datore di lavoro - e, quindi, in questo caso La Asl Lanciano Vasto Chieti - "ad attuare misure tecniche ed organizzative, procedurali, igieniche, di sorveglianza sanitaria, di formazione ecc... " che limitino al minimo i rischi per i dipendenti esposti a contagio, anche "attraverso l'uso di dispositivi di sicurezza" e "misure di protezione collettiva o individuale qualora non sia possibile evitarne l'esposizione...".

"La salute del personale - sottolinea Taglieri - non può essere mai messa a repentaglio. La presenza di un'emergenza come quella del Coronavirus non deve diventare la motivazione per cui si derogano prescrizioni previste dalla legge". Invece la Asl Lanciano Vasto Chieti, con nota della direzione generale, ha invitato "il personale sanitario asintomatico e venuto a contatto con un paziente affetto da Coronavirus a proseguire la propria attività professionale, senza fare alcun cenno né a misure di contenimento del contagio né a sorveglianza sanitaria. Andando nel particolare, al Renzetti di Lanciano abbiamo visto il ripetersi di episodi ben più gravi. Tra gli altri, è giusto ricordare la presenza, di fatto, di un focolaio nel reparto di Ortopedia, con ben 9 pazienti su 13 risultati positivi, di cui due donne anziane successivamente decedute, il decesso di un paziente in Utic/Cardiologia, dopo essere transitato anche dal reparto di Medicina, senza che fossero seguite le dovute prescrizioni di sicurezza. Ciò ha portato al conseguente espandersi di numerosi casi di positività anche tra il personale sanitario, mentre il reparto di Medicina non è stato ancora chiuso e sanificato. Tutto ciò all'interno di una struttura come che era stata identificata come Covid free".

“Qualcosa nella catena di controllo – conclude – non ha funzionato. E' evidente ed è nostro dovere chiedere che sia fatta chiarezza. Ma per prima cosa, invito il Governo regionale e gli organi preposti a prendere ogni precauzione possibile e a garantire la sicurezza dei lavoratori. Abbiamo già pagato un prezzo altissimo in termine di vite umane e di contagi. Non si può continuare a mettere a rischio la salute di chi combatte questa battaglia in prima linea".

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