Coronavirus. 16 migranti positivi nel Centro d'accoglienza di Gissi. Infuria la polemica

Sedici migranti positivi, questa volta nel Centro di accoglienza sanitaria di Gissi, nel Vastese (Ch). Otto africani erano risultati già infetti tra quelli portati nell'Aquilano e sette tra quanti si trovano nel Cas di Moscufo (Pescara). Per ciò infuria la polemica a livello politico.

"L'irresponsabilità del Governo - tuona il presidente della Regione, Marco Marsilio - nella gestione dei migranti è ormai conclamata".

Nei giorni scorsi c'era stata la nota della Prefettura de L’Aquila che annunciava che c'erano 8 tunisini con coronavirus nel centro d’accoglienza di Ponte d’Arce a Pettorano sul Gizio (Aq) . "Sono risultati positivi - veniva fatto presente - all’esame effettuato nelle strutture della Asl, mentre gli altri quattro connazionali facenti parte del contingente arrivato da Lampedusa, sono negativi. Per tutti è stato disposto l’isolamento fiduciario all’interno della struttura". 

Ieri invece sette migranti che si trovano nel centro d'accoglienza "Ariminum", a Moscufo (Pescara) sono risultati contagiati dal Covid19. E si è in attesa di conoscere i risultati dei tamponi su tutti e 50 gli ospiti. "Ovviamente - ha evidenziato il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri - occorrerà sottoporre a test tutto il personale sanitario e le forze dell'ordine venuti a contatto con i migranti, e le rispettive famiglie, senza escludere la possibilità di sottoporre a controllo l'intera popolazione qualora si accertasse che i migranti hanno avuto contatti con i residenti". 

"Dopo il caso di Pettorano - tuona ora il governatore -  avevamo chiesto di non inviare altri migranti in Abruzzo. Ma il Governo non ha voluto sentire ragioni e prima ancora di convocare riunioni in Prefettura aveva già spedito i pullman verso la nostra regione.  I sindaci delle località interessate hanno invano invocato l’adozione di misure sanitarie per garantire la sicurezza dei cittadini. Per tutta risposta prima a Moscufo e adesso a Gissi, i tamponi eseguiti dalle Asl rivelano la positività di una percentuale altissima di questi migranti. Attualmente sono ospitati in posti che non garantiscono nemmeno la loro sicurezza e la separazione dei loro compagni che non hanno il coronavirusi. E' inaccettabile che, dopo quattro mesi di duri sacrifici che avevano praticamente azzerato la curva dei contagi, si debba rischiare il sorgere di focolai per colpa dell’approssimazione e della superficialità con cui il Governo gestisce gli sbarchi. Ora più che mai è necessario adottare il blocco navale e il Governo deve allestire navi per la quarantena".

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