
Chiusa l'inchiesta della Guardia di Finanza sulle "protesi fantasma", su un sistema collaudato e attuato per drenare fondi pubblici destinati all'aiuto di pazienti più fragili.
Il comando provinciale delle Fiamme gialle di Chieti, ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a cinque indagati. Debbono rispondere dei reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture per operazioni inesistenti.
Al centro degli accertamenti, condotti dai militari della Compagnia di Lanciano, e coordinati dal capitano Domenico Siravo e dal sostituto procuratore di Lanciano, Miriana Greco, c’è un presunto sistematico saccheggio delle casse della Asl Lanciano Vasto Chieti.
Le verifiche hanno preso avvio da un’anomala impennata della spesa per per le protesi nella zona frentana, rivelata attraverso l’esame dei documenti contabili di due società sanitarie di Lanciano a partire dal 2021.
Nel dettaglio, si tratta di ordini relativi a supporti sanitari di valore anche elevato, come sedie a rotelle, carrozzine elettriche, montascale, letti ortopedici e materassi antidecubito. Attraverso sopralluoghi nelle abitazioni dei pazienti e audizioni di disabili o familiari che avevano seguito le pratiche amministrative, le forze dell'ordine hanno verificato che, oltre ai dispositivi effettivamente ricevuti, alla Asl venivano addebitati ulteriori ausili mai consegnati ai malati. Al settembre scorso i militari avevano accertato 36 casi di beni fatturati ma mai arrivati a coloro che ne avrebbero dovuto beneficiare.
In altri casi, i prodotti risultavano fatturati all'Asl, nonostante fossero già stati restituiti al fornitore, configurando una presunta doppia fatturazione.
Le verifiche hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei due titolari di rivendite di presidi sanitari. L’ingiusto profitto direttamente contestato, con uguale danno per l'Asl, ammonta a 744.140,75 euro.
Il pm Greco ha richiesto e ottenuto, dal gip del Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, il sequestro preventivo per 1.139.427,95 euro. Il provvedimento ha riguardato non solo disponibilità finanziarie e beni immobili intestati agli indagati, ma anche cespiti conferiti in un trust riconducibile agli stessi, costituito durante i controlli e ritenuto verosimilmente finalizzato a sottrarre il patrimonio a eventuali misure ablative.
Dall’analisi della contabilità delle due imprese di Lanciano è emerso che le somme sarebbero state successivamente drenate attraverso il pagamento di fatture per operazioni inesistenti emesse da una società "cartiera" con sede a Roma. Il volume complessivo delle fatture fittizie supererebbe 1,2 milioni di euro. Stando a quanto riscontrato, le due aziende avrebbero utilizzato la società capitolina per abbattere i ricavi illecitamente ottenuti: i bonifici disposti verso la "cartiera" sarebbero stati rapidamente monetizzati, consentendo di ripulire le somme.
Le indagini sono proseguite nel tempo per approfondire se, per il rilascio delle prescrizioni, ci fosse stata la complicità di funzionari all’interno dell’azienda sanitaria. Sospetti che si sono rivelati esatti e in tre sono finiti nei guai: un medico prescrittore, e due funzionari Asl, che, pur avendo una diversa posizione apicale, avallavano la spesa e gli acquisti.
Secondo indiscrezioni quanto saltato fuori dall’inchiesta non sarebbe un caso unico ma parte di un sistema ben consolidato, che potrebbe riguardare altre sanitarie, che avrebbero adottato sistemi simili, portati avanti con il placet di altri funzionari Asl, che non si limiterebbe al solo settore delle protesi.
L’inchiesta si è avvalsa della collaborazione della direzione generale della Asl, prima con l’ex manager Thomas Schael e successivamente con l’attuale direttore Mauro Palmieri che, in una nota, rileva come "questa inchiesta ha fatto luce su condotte ispirate al malaffare, che hanno procurato alla nostra Azienda un danno economico importante. Siamo parte lesa e va da sé che ci costituiremo in un eventuale giudizio. Abbiamo sempre collaborato attivamente con la Guardia di Finanza che ringraziamo per il lavoro svolto e la tutela dell’interesse pubblico. Il rispetto della legalità è un principio inderogabile che deve ispirare ogni nostra azione e che in questa Azienda viene perseguito negli atti e nelle scelte compiute ogni giorno. Rispetto ai dipendenti coinvolti, non conosciamo ancora gli atti. Valuteremo i documenti non appena in nostro possesso e attiveremo le procedure anche disciplinari, sempre nel rispetto delle norme e dei contratti". 24 febbr. 2026
REDAZIONE LANCIANO
@RIPRODUZIONE VIETATA