Asl Lanciano Vasto Chieti. Mancanza di farmaci oncologici: esposto in Procura
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Esposto in procura sui farmaci mancanti per i malati oncologici. lLannuncio è arrivato oggi dai consiglieri regionali del Patto per l'Abruzzo, Luciano D’Amico, Antonio Di Marco, Silvio Paolucci, Erika Alessandrini, Francesco Taglieri e Alessio Monaco

 "Il Patto per l’Abruzzo intende proseguire l’attività di verifica su quanto accaduto nella Asl di Lanciano Vasto Chieti in più situazioni – dice Luciano D’Amico - . Nessuno di noi ha mai pensato che il presidente della Regione, Marco Marsilio, il direttore generale Mauro Palmieri o l’assessore Nicoletta Verì abbiano deliberatamente deciso di non fornire i farmaci: è evidente però che ci sono gravi problemi organizzativi che hanno provocato disservizi reali e potenzialmente pericolosi. E' tempo di dire chiaramente che la sanità qui ha difficoltà strutturali, tra cui quella dei farmaci oncologici e non può più essere raccontata come un "modello da esportare". Servono realismo e responsabilità: il finanziamento è ridotto all’osso e i cittadini meritano un servizio sanitario degno e funzionante, non una narrazione consolatoria. Non possiamo accettare che si continui a organizzare feste e celebrazioni mentre si rischia di restare senza cure: preferiamo garantire terapie anziché concerti".

"La verità è che la carenza dei farmaci oncologici nella Asl di Chieti è stata reale, come confermato dallo stesso direttore Palmieri, in Commissione, l’11 settembre 2025 e già segnalata dall’oncologo aziendale Tinari, che parlava di 17 pazienti rimasti senza trattamento a fine luglio - attacca il consigliere Antonio Di Marco - .  Ci sono state mancanze per diversi giorni e ciò è inaccettabile. Non vogliamo mistificare nulla, ma capire come aiutare la Asl a rendere le procedure certe e i servizi sicuri, perché parliamo di pazienti che lottano per la vita. I documenti parlano chiaro: a luglio la Commissione tecnica aziendale aveva certificato la necessità di 250.000 euro per garantire la copertura mensile dei farmaci, ma ne sono stati ordinati solo 49.000, la metà di quanto serviva in base al budget. E' una questione di programmazione sbagliata, non di imprevisti. Anche la spesa farmaceutica, salita a 7,7 milioni a novembre, rispetto ai 6 milioni dei mesi precedenti, dimostra che la gestione è stata approssimativa e tardiva. E' necessario - rimarca - che la Direzione generale della Asl si assuma responsabilità e chiarisca perché siano state prese decisioni tali e rimozioni, come quella del direttore della Farmacia Santoleri, che aveva più volte segnalato il rischio, senza spiegazioni razionali. Per questo, abbiamo deciso di presentare un esposto in Procura, affinché siano letti tutti i documenti da occhi terzi e si faccia piena luce sui fatti".

"I disservizi e le difficoltà denunciate da diversi pazienti sono la conseguenza diretta delle scelte del governo regionale – aggiunge il consigliere Silvio Paolucci - . Il deficit sanitario oltre a produrre sforbiciate nei bilanci, ha determinato un programma operativo che impone alle Asl un taglio lineare del 2%, comprendendo anche dispositivi medici e farmaci. Nel bilancio di previsione dovremo ora incorporare 126 milioni di tagli relativi al 2023 e al 2024 e non sappiamo ancora quale sarà l’impatto sul 2025. Serve un cambio di metodo per evitare che il deficit continui a produrre nuovi disservizi".

"Una rete ospedaliera insostenibile e un uso improprio delle maggiori entrate destinate alla sanità, che per scelta politica sono state indirizzate altrove – conclude il consigliere Francesco Taglieri - . I nostri telefoni sono pieni di segnalazioni che riguardano anche la mancanza di dispositivi essenziali, dai sensori “Freestyle” per i diabetici ai pannoloni, fino ad altri materiali di prima necessità. A questo si aggiungono i tagli lineari del 2% imposti alle Asl, che in alcuni casi, come sappiamo, qualche manager aveva addirittura ipotizzato di estendere fino al 20%, pur di rientrare nei parametri di bilancio. Ma queste scelte hanno un costo salatissimo, che non può essere pagato dai più deboli. La carenza di farmaci oncologici, anche se non sempre ha inciso clinicamente sulle cure, ha fatto crollare le certezze di persone che ogni giorno lottano per guadagnarsi tempo e speranza. Noi vogliamo essere i garanti di queste persone, non l’anello debole della catena".

"Le carte in Procura? Sono pronto a fornire informazioni e documenti utili ai fini della ricostruzione di tutta la vicenda - ribatte in una nota il dg Asl, Palmieri -. Non abbiamo nulla da nascondere, in piena coscienza,  perché la gestione del percorso farmaco, dalla valutazione del fabbisogno all’acquisto fino alla dispensazione è sotto stretto controllo, e nessuno dei pazienti in trattamento è stato lasciato senza o ha subito danni. Sono pronto - continua - a spiegare, ma direi a ribadire, come l’incremento della spesa di questi ultimi mesi sia conseguente all’incremento del numero di pazienti da trattare con alcuni farmaci in particolare, come Enhertu, in virtù dell’estensione delle indicazioni cliniche da parte di Aifa che ha ampliato il numero dei malati in trattamento. Il fabbisogno è cresciuto, servono più farmaci e spendiamo di più. E proprio l’esplosione improvvisa e imprevedibile della domanda in estate era stata la causa della rimodulazione del contratto con la ditta produttrice, procedura che aveva richiesto qualche giorno di tempo. Ma avrò modo di spiegare per bene tutto ai magistrati". 08 nov. 2025

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