
Se Roma aveva il suo Pasquino a raccogliere l'umore popolare e le satire contro il potere, anche Lanciano, (Ch), sembra aver trovato il suo anonimo autore di denunce in rima e immagini. E il "colle" da cui lanciare il messaggio, questa volta, è il cantiere di Via Rosato.
Chi passa lungo la strada può notare un dettaglio tanto irriverente quanto emblematico: sullo spazio elettorale numero 1 – allestito per le recenti consultazioni e mai rimosso – è comparso, nottetempo, un volantino satirico.
Nel fotomontaggio, affisso proprio lì dove un tempo trovava posto la propaganda ufficiale, sono ritratti il sindaco Filippo Paolini e tre componenti della giunta armati di motoseghe e arnesi da taglio, "incorniciati" con un sarcastico “Grazie Paolini e co.”. Da "Via Rosato a Via Rasato", recita il manifesto, riferendosi al taglio dei tigli avvenuto in via Rosato nelle scorse settimane per far posto a palazzi e rotatorie, in una città che ha sempre meno abitanti ma sempre più cemento.
Non è la prima manifestazione di dissenso. Già subito dopo il primo abbattimento degli alberi storici, sui ceppi rimasti a terra erano spuntati lumini, di quelli usati per il ricordo dei defunti: un gesto per sottolineare il cordoglio del quartiere per la scomparsa del verde. Un capitolo che nei giorni scorsi si è definitivamente chiuso con l'estirpazione anche degli ultimi monconi rimasti.
A cambiare volto dei luoghi, tuttavia, non è solo la vegetazione. I lavori per la realizzazione della nuova rotonda hanno ridisegnato marciapiedi e viabilità: lo storico e largo camminamento pedonale che costeggiava la strada – garantendo un comodo e sicuro accesso proprio davanti all'ingresso principale delle Poste centrali e usato dagli studenti dell'Itis – è stato pesantemente ridimensionato e "tagliato" per fare spazio a rotonde a servizio, principale, degli edifici in costruzione.
Tra transenne, scavi e disagi quotidiani per residenti e utenti delle poste, il malcontento sceglie dunque l'ironia. Se da un lato la Giunta difende l'opera puntando allo snellimento del traffico urbano, dall'altro la città continua a rimpiangere ombra, alberi e spazi pedonali, affidando ai tabelloni dimenticati dalla politica il compito di far sentire la propria voce. 8 ago 2026
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