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"Un omaggio doveroso perché è un territorio che ha subito una ferita indelebile, e pertanto va rilanciato anche dal punto di vista produttivo. Ci tenevo oggi a essere qui". Così il premier Giuseppe Conte che, al Vinitaly, ha degustato il Trebbiano. Così l'Abruzzo, a Verona, ha acceso i riflettori sui propri vini, e in particolare sul Montepulciano. Alla rassegna è presente con 400 etichette e 115 cantine, 50 delle quali organizzate nell'ambito del Consorzio tutela Vini d'Abruzzo e del Consorzio di tutela Colline Teramane. Le iniziative di promozione sono state aperte dalla degustazione guidata dal giornalista Aldo Fiordelli, con tema "Montepulciano d’Abruzzo: diverse interpretazioni, un’unica identità", e con la presentazione del volume "Montepulciano d’Abruzzo, i primi 50 anni Doc di un grande vino italiano" del Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo, a cura del giornalista Giorgio D’Orazio, con il contributo tecnico di Giuseppe Cavaliere e Nicola Dragani.

Nello spazio Abruzzo presente anche l'assessore e vice presidente della giunta regionale, Emanuele Imprudente, che evidenzia: "Il comparto è in crescita. In particolare per l'export, bene anche il 2018 con il +6,4% sul 2017, al di sopra della media nazionale ferma al 3,3%". E poi la visita del primo ministro che si è intrattenuto con alcuni produttori, in particolare con l'imprenditrice Chiara Ciavolich, dell'omonima azienda vitivinicola di Loreto Aprutino (Pe), e con Valentino di Campli, presidente del Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo.  

La vitivinicoltura costituisce il principale comparto dell'agroalimentare in Abruzzo, con oltre il 20% e un valore stimato all'origine di circa 300 milioni di euro (il 6% dell'economia vinicola nazionale).  Oltre 32.000 gli ettari di superficie vitata per una produzione annuale di circa 3,5 milioni di ettolitri, di cui di un milione a denominazione di origine (Doc). E di questi, circa l'80% è rappresentato dal Montepulciano d'Abruzzo. Fra i vitigni più diffusi vi sono appunto il Montepulciano, coltivato su circa 17.000 ettari. A seguire i trebbiani con oltre 12.000 ettari e una serie di vitigni autoctoni: pecorino, passerina, cococciola e montonico. I tre quarti della produzione complessiva di vino in Abruzzo provengono da 40 cantine cooperative (32 delle quali operanti in provincia di Chieti) che, insieme a quelle private, compongono un quadro di circa 250 aziende di trasformazione. Nel 2018 il prodotto confezionato ha superato 100 milioni di bottiglie.

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