I vini abruzzesi: tra prodotti low cost ed etichette premium

Il Montepulciano d’Abruzzo è un’icona dell’enologia italiana e viene apprezzato tanto per le sue caratteristiche organolettiche, come per il suo prezzo generalmente molto accessibile. Tuttavia negli ultimi anni la grande affermazione del vino abruzzese sul mercato italiano ed internazionale sta portando i produttori ad elaborare etichette sempre più raffinate ed eleganti, per posizionarsi anche nel mercato dei vini premium, senza però intaccare il modo tradizionale di fare vino da queste parti.

L'Abruzzo si trova in una fase della sua evoluzione vinicola in cui si sta riposizionando sul mercato. Si può osservare come l’attenzione sia focalizzata maggiormente sulle tenute a gestione famigliare, che adottano un'agricoltura più vocata al biologico e che stanno passando da una mentalità produttiva varietale ad una focalizzata sul terroir. Un esempio della grande varietà dei vini abruzzesi può essere trovato presso l’enoteca online DiemmeVini che propone oltre un centinaio di bottiglie delle migliori cantine d’Abruzzo, con prezzi che spaziano dagli appena 6,50 euro del Cerasuolo d’Abruzzo DOC La Valentina, sino agli oltre 200 euro dei vini Montepulciano d’Abruzzo di mostri sacri come la cantina Valentini ed Emidio Pepe. Ed i vini bio sono sempre di più, come dimostra il catalogo aziendale di produttori come lo stesso Emidio Pepe, ma anche Orsogna Wine, Cataldi Madonna e Torri dei Beati, con un prezzo medio che si aggira sui 10-12 euro per la maggior parte delle etichette.

L'Abruzzo produce vino sin dal VI secolo a.C., grazie all’eredità lasciata dagli Etruschi. Oggi, secondo il Consorzio di Tutela Vini D'Abruzzo, la regione conta con circa 250 cantine, 35 cooperative, 34.000 ettari di vigneto e produce circa 1,2 milioni di bottiglie di vino all'anno. L'Abruzzo esporta il 65% del suo vino per un fatturato annuo di circa 300 milioni di euro. La regione vinicola abruzzese si estende su tutte le province di Chieti e Pescara ed in buona parte delle province di Teramo e L’Aquila. Alcuni dei migliori vigneti si trovano di fatto sulle colline preappenniniche con vista sul Mar Adriatico. Il clima mediterraneo con abbondante sole, la brezza del mare e una piovosità media elevata rende l’Abruzzo la regione ideale per la coltivazione della vite.

La principale uva rossa coltivata è ovviamente il Montepulciano d'Abruzzo, che costituisce quasi l'80% della produzione regionale. Tuttavia, da queste parti si coltivano anche Merlot, Cabernet Sauvignon e altre varietà rosse. L'uva bianca più singolare è il Pecorino, nome che coincide con quello del formaggio e che deriva dalle pecore che mangiavano quest'uva nei vigneti trovandola molto gustosa. I vini bianchi Pecorino hanno un bouquet aromatico floreale, con note di limone, pesca bianca, spezie, che accompagnano un assaggio segnato da acidità croccante e un tocco di mineralità salata. Altre importante uve bianche d’Abruzzo sono il Trebbiano, la Passerina e la Cococciola. Il famoso Cerasuolo d’Abruzzo è invece la versione rosata del Montepulciano, e secondo alcuni produttori è l'espressione più importante che quest’uva ha da offrire.

La denominazione più importante d’Abruzzo è la DOCG Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane, mentre nel 2019 è stata istituita anche la DOCG Terre Tollesi o Tollum che riguarda diverse tipologie di vino, sia rossi che bianchi, a base di uve come Montepulciano, Passerina a Pecorino e corrisponde ad un piccolo territorio che circonda il comune di Tollo, situato a 5 km dalla costa adriatica, in provincia di Chieti. A queste si sommano ben 7 DOC, in ordine alfabetico: Abruzzo DOC, Cerasuolo d’Abruzzo DOC, Controguerra DOC, Montepulciano d’Abruzzo DOC, Ortona DOC, Trebbiano d’Abruzzo DOC e Villamagna DOC. Numerosi sono anche i vini IGT che rientrano in denominazioni come Terre di Chieti IGT, Colline Pescaresi IGT e Colli Aprutini IGT. 20 ott. '22

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