
Il ministero dell’Ambiente ha espresso parere favorevole alla compatibilità ambientale per l’estrazione di gas in località Colle Santo, nell’area del lago artificiale di Bomba (Ch). In barba a tutte le criticità, sismiche e idrogeologiche presenti nella zona, evidenziate anche di recente dal Comitato Via della Regione Abruzzo. Uno schiaffo al territorio che da decenni combatte contro il mostro... trivelle.
Forum H2O: “Si ignora la scienza e il buonsenso”
Mentre in Romagna si contano per l’ennesima volta i danni di nubifragi e mareggiate, con gli stessi balneari — anche quelli vicini alla maggioranza di governo — costretti ad ammettere la gravità della crisi climatica, a Roma e a L’Aquila sembra prevalere il negazionismo.
Durissima la posizione del Forum H2O, che, come altre associazioni e come il comitato Gestione Partecipata del territorio, da anni si batte contro il progetto. "Tutti gli scienziati implorano da anni di lasciare i giacimenti sotto terra per evitare il collasso del pianeta — dichiarano —, anche perché ormai abbiamo tutte le tecnologie per produrre energia pulita e consumarne meno. Appello ignorato dalla Commissione nazionale che, ironia della sorte, si chiama “clima ed energia”. Potevano chiamarla “fossile negazionista”, sarebbero stati più coerenti".
Il Forum Acqua ricorda come nelle osservazioni al progetto fosse stato chiesto di calcolare le emissioni alteranti complessive dell’iniziativa, non solo quelle locali legate alla costruzione e al funzionamento degli impianti, ma soprattutto quelle derivanti dall’uso finale del gas estratto. "E' questo il nocciolo della questione dal punto di vista climatico — spiegano — eppure l’azienda si è ben guardata dal controdedurre su questo aspetto centrale. Vedremo quale piroetta avranno usato i cosiddetti tecnici ministeriali per rispondere alla nostra osservazione, oppure se anche loro avranno semplicemente sorvolato".
Inoltre viene osservato: "E' già surreale che l’estrazione di gas, bocciata anni fa dalla Commissione Via ministeriale nazionale per gravissimi rischi idrogeologici e sismici, oggi diventi improvvisamente e magicamente compatibile. Viene da chiedersi cosa sia cambiato: certo non il grado di vulnerabilità del territorio. Auspichiamo ricorsi a tutti i livelli contro questa decisione".
Pd: “Colpo durissimo al Sangro, traditi cittadini e istituzioni”
Sulla stessa linea il Partito Democratico, che parla di un vero e proprio tradimento. "La decisione del Ministero e l’entusiasmo espresso dalla società LnEnergy sul progetto di estrazione di gas a Bomba rappresentano un colpo durissimo per il territorio e per l’intero comprensorio del medio e basso Sangro — denunciano il capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci, il segretario provinciale Leo Marongiu, il sindaco di Bomba Raffaele Nasuti, il vicesindaco e segretario Pd, Salvatore Martorella, e la presidente Tiziana Di Renzo —. Parliamo di un giacimento già respinto per ben due volte dal Comitato Via della Regione Abruzzo e definitivamente bocciato dal Consiglio di Stato, a conferma delle gravi criticità ambientali e della pericolosità di interventi in luoghi così delicati".
Per i democratici si tratta di una scelta che mette in discussione anni di battaglie e impegni pubblici: "E' inaccettabile che si scelga di sacrificare la tutela ambientale, la salute e la prospettiva turistica ed economica sull’altare di logiche che nulla hanno a che fare con lo sviluppo sostenibile. E' un tradimento della parola data e degli impegni presi: basti ricordare la risoluzione con cui, proprio la Regione, si era impegnata a chiedere il ritiro del permesso di ricerca. Non ci si può proclamare paladini dell’ambiente nelle passerelle mediatiche o sui social e, allo stesso tempo, consentire operazioni che hanno un impatto devastante e regressivo".
Da qui l’appello a un impegno forte e unitario: "Condividiamo e sosteniamo con forza la posizione del Comune di Bomba, che ha ribadito la sua contrarietà con una risoluzione chiara e netta: respingere ogni tentativo di autorizzare lo sfruttamento del giacimento, schierarsi con cittadini, comitati e associazioni e chiedere a Governo e Regione di chiudere definitivamente questa partita, mettendo nero su bianco il divieto assoluto di trivellazioni nell’area".
Monaco (AVS): "Risoluzione urgente in Consiglio regionale"
Ad alzare la voce anche Alessio Monaco, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale. "Nel triste e spietato gioco tra il governo Meloni e la giunta Marsilio e Fratelli d'Italia, a pagare è ancora una volta l’Abruzzo e il suo ambiente. Con sconcerto apprendiamo la decisione del ministero dell’Ambiente. Una scelta irresponsabile, che ignora le criticità rilevate dagli stessi uffici regionali: rischio idrogeologico, impatto ambientale e pericolosità per le comunità locali. Ancor più grave è il totale disinteresse verso la volontà espressa dai cittadini e dagli amministratori del territorio".
Monaco ha presentato una risoluzione urgente in Consiglio regionale che impegna la Giunta a una serie di azioni concrete: "Chiediamo di attivarsi immediatamente presso il Governo e il ministero dell’Ambiente per ottenere la revoca del parere favorevole; convocare con urgenza la Commissione competente per sbloccare l’iter della proposta di legge istitutiva della Riserva naturale “Lago di Bomba”; convocare un Consiglio regionale straordinario per assumere una posizione unitaria di netta opposizione al progetto; ricorrere in tutte le sedi opportune per fermare il procedimento autorizzativo".
"Questa - rimarca - è una battaglia di civiltà, di coerenza e di futuro. Il territorio del Sangro e l’intero Abruzzo meritano rispetto e tutela. La politica ambientale non può essere subordinata agli interessi economici di pochi. Il Governo Meloni offende e maltratta l’Abruzzo, ignorando le istanze dei territori e mettendo a rischio il patrimonio ambientale e sociale". 26 ago. 2025
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